#SETTIMANASALUTE

Helicobacter, colpisce il 40% della popolazione. L'esperto: debellarlo tempestivamente dimezza il rischio di sviluppare un tumore gastrico

Helicobacter, colpisce il 40% della popolazione. L'esperto: debellarlo tempestivamente dimezza il rischio di sviluppare un tumore gastrico.

Se bruciori di stomaco e reflusso esofageo oggi possono essere debellati lo dobbiamo anche al professor Dino Vaira e ai suoi studi sulla eradicazione dell’Helicobacter pylori, il batterio cattivo, “capace di lavorare anche 20 anni nel nostro organismo, come il veleno di Cleopatra, e causare silenziosamente i tumori”. Ulcera e gastrite sono state le malattie del secolo; grazie all'individuazione dell'Helicobacter, che è valsa il premio Nobel nel 2005 ai medici australiani Barry J. Marshall e J. Robin Warren, l'ulcera, in particolare, è stata sconfitta definitivamente.

Benedetta de Mattei ha intervistato il prof. Dino Vaira – esperto gastroenterologo e Ordinario di Medicina Interna all’Università di Bologna, per capire come riconoscere l’Helicobacter pylori e debellarlo definitivamente per non subire conseguenze.

[Banner_Google_ADS]

Cos’è l’Helicobacter Pylori e quanto è diffuso?
L’Helicobacter pylori è un batterio, dalla forma a spirale, molto diffuso che riesce a sopravvivere nello stomaco, nonostante il ph molto acido di questo ambiente, colonizzando la mucosa gastrica, ovvero il rivestimento dello stomaco umano e provocando una pericolosa infezione. Si chiama “pylori” perché ha sede nel piloro, una valvola importantissima che collega lo stomaco al primo tratto dell’intestino che è il duodeno. Si tratta della seconda infezione al mondo dopo la carie dentale. Questo batterio è infatti presente nello stomaco di 25 milioni di italiani, il 40% della popolazione e, di questi, 15 milioni sono asintomatici.

Quali sono i campanelli d’allarme?
L’infezione da Helicobacter Pylori può essere del tutto asintomatica ma l’infiammazione e i danni della mucosa possono determinare nel paziente anche i seguenti sintomi:
- Mal di stomaco
- Nausea o vomito
- Reflusso gastroesofageo
- Senso di pesantezza allo stomaco
- Cattiva digestione
- Pancia gonfia
- Diarrea o stipsi
- Dolore o bruciore gastrico
- Perdita di appetito

Quali sono le conseguenze se non curato?
È un batterio che deve sempre essere eliminato poiché se l’infiammazione non viene opportunamente curata può danneggiare le cellule e degenerare in malattie molto più serie. È infatti oggi ampiamente riconosciuto come l’infezione da HP, oltre ad essere spesso la causa di gastriti e ulcere, determini uno stato di infiammazione cronica e la produzione di sostanze che nel tempo danneggiano le cellule dello stomaco, determinando una serie di modifiche cellulari che possono progredire verso il tumore allo stomaco, in particolare il linfoma gastrico.

[Banner_Google_ADS]

Come si arriva alla diagnosi?
Per capire se è presente o meno il batterio ci si può sottoporre a un esame, non invasivo e dunque non doloroso. Si può effettuare sulle feci oppure attraverso il respiro, entrambi sono molto accurati e, quindi, il paziente può scegliere in base alla disponibilità delle strutture ospedaliere.
- Test del respiro (Urea Breath Test), si esegue a digiuno soffiando in una provetta. Successivamente si beve un bicchiere di urea, una sostanza che interagisce nello stomaco con il batterio quando è presente. Dopo mezz’ora dall’assunzione del liquido si soffia nuovamente in un’altra provetta e in caso di positività vi sarà una produzione significativa di anidride carbonica che verrà rilevata con l’analisi del respiro. La sensibilità e specificità di questo test raggiunge il 94-98%.
- Test dell’antigene fecale: questo test consiste nella ricerca dell’Ag di Helicobacter Pylori nelle feci e sembra avere una sensibilità e una specificità simili a quelle dell’urea breath test.

Vi è poi l’endoscopia, più invasiva, dove in corso di esame vengono prelevati campioni (biopsie) della mucosa dello stomaco per esser poi analizzati al microscopio alla ricerca del batterio e/o di cellule dell’infiammazione presenti in caso di infezione cronica.

Come debellarlo?
Per debellare questo batterio vi è la famosa terapia sequenziale in cui nei primi cinque giorni si assume amoxicillina e nei successivi cinque giorni altri due antibiotici, la claritromicina e il tinidazolo. Per tutti i 10 giorni si associa agli antibiotici l’assunzione di un gastroprotettore per proteggere la mucosa gastrica. Questa terapia è in grado di debellare definitivamente il batterio nel 94% dei casi. Io suggerisco sempre in associazione anche i fermenti lattici che aiutano sia ad eradicare l’infezione che a preservare la flora batterica intestinale dall’insulto rappresentato dagli antibiotici. Laddove fosse invece ancora presente, in alcune strutture ospedaliere si riesce a eseguire l’antibiogramma, un esame molto sofisticato per trovare l’antibiotico mirato per ogni singolo paziente.

Esistono alternative agli antibiotici per l’Helicobacter?
Da anni è allo studio un vaccino. E ora si indaga sul microbiota. Vedo nei probiotici un possibile impiego come batteriostatici, coadiuvanti nel trattamento dell’Helicobacter, superando gli antibiotici. Sono in corso diversi studi e in futuro i probiotici potrebbero essere prescritti come medicamenti, andando a integrare o sostituire intere classi di farmaci come gli antiacidi o gli antibiotici, con meno effetti collaterali. Risultati che darebbero giovamento a milioni di persone.

[Banner_Google_ADS]

L’alimentazione può aiutare?
In caso di infezione da Helicobacter pylori è importante seguire una corretta alimentazione e ridurre gli alimenti che possono peggiorarne i sintomi.
- Cibi da evitare:
- Alcol
- Cioccolata
- Cibi speziati e piccanti
- Caffè
- Bevande gassate
- Insaccati e Cibi grassi

È importante inoltre:
- Non saltare i pasti
- Masticare lentamente
- Fare piccoli pasti e non assumere eccessive dosi di cibo
- Fare attività motoria

Benedetta de Mattei

[Banner_Google_ADS]

I più letti della settimana:

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella privacy e cookie policy.
Per maggiori dettagli o negare il consenso a tutti o alcuni cookie consulta la nostra privacy & cookie policy