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Hiv: dopo il caso della studentessa contagiata, l'esperto ci spiega a cosa fare attenzione

21 dic 2019
Equipe del Prof. Viale
Equipe del Prof. Viale

Studentessa manipola alcuni 'pezzi' di Hiv mentre prepara la tesi di laurea nel laboratorio di un'università straniera, e pochi mesi dopo scopre di aver contratto il virus. La vittima è un'ex studentessa, poi laureatasi in un'Università del Veneto. Ora ha fatto causa a entrambi gli atenei, quello italiano di partenza e quello ospitante.

Benedetta de Mattei ha intervistato il prof. Pierluigi Viale – Direttore U.O. Malattie infettive Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna - per capire quanto è diffuso l’HIV e come si manifesta.

Cos’è l’HIV?
L’HIV è un’infezione causata da un retrovirus, scoperto agli inizi degli anni 80, che attacca e distrugge un certo tipo di globuli bianchi, responsabili della risposta immunitaria dell’organismo. L’Aids identifica invece uno stadio avanzato dell’infezione da HIV e può manifestarsi anche dopo diversi anni. E’ possibile evitare di arrivare all’Aids sottoponendosi precocemente alle terapie 

Quante persone vengono colpite da HIV in Italia?
 Il numero preciso non lo sa nessuno perché c’è un sommerso importante che non conosciamo ma la stima fornita dall’Istituto Superiore di Sanità è di 130 mila persone affette da Hiv, di cui ogni anno si registrano circa 4 mila nuovi casi.


Come avviene il contagio?
Tendenzialmente oggi, nel 2019, l’HIV è una malattia a trasmissione sessuale. L’HIV si contrae attraverso rapporti sessuali o attraverso lesioni della cute che vengono contaminate da liquidi organici che sono il sangue e le secrezioni spermatiche o vaginali, dove però le concentrazioni del virus sono molto più basse rispetto a quelle plasmatiche.
Adesso che la tossicodipendenza per via venosa si è molto contratta ovviamente è diminuita questa modalità di trasmissione della malattia e anche le trasfusioni, che a inizio epidemia rappresentavano un fattore di rischio importante, oggi non sono più pericolose perché i prodotti ematici da donazione vengono esaminati al fine di scoprire proprio eventuali microrganismi patogeni, tra cui il virus dell’HIV.

Dopo quanto tempo compaiono i primi sintomi
Il problema di questa malattia è che può restare a lungo asintomatica e per anni puoi essere infetto e infettante senza saperlo. I primi sintomi variano assolutamente da persona a persona perché la malattia porta a una progressiva e persistente riduzione della competenza immunologica del paziente che poi si manifesterà con un gran numero di malattie o infezioni, cosiddette “opportunistiche”, che possono essere disastrose. A seconda della parte colpita l’esordio può manifestarsi con una polmonite piuttosto che con un tumore o altre malattie. Non c’è una sintomatologia definita che identifica il paziente con infezione da HIV ma fondamentalmente, nel 99% dei casi, facciamo diagnosi di malattia in soggetti che vanno incontro a una complicanza infettiva o neoplastica. Questo virus è davvero molto subdolo perchè potrebbe rimanere latente e non manifestarsi in alcun modo anche per molti anni. La cosa migliore da fare quindi, in caso di dubbio, è effettuare il test.

Come fare la diagnosi?
 Per diagnosticare l’HIV è sufficiente effettuare un esame del sangue. Oggi esistono anche dei test rapidi estremamente semplici. Negli anni ‘80 e ‘90 quando la stragrande maggioranza di casi erano rappresentati da tossicodipendenti per via venosa, avevamo una migliore percezione della dimensione di epidemia poichè erano persone che almeno una volta all’anno finivano in pronto soccorso, in prigione o in comunità dove quindi venivano testati. La popolazione sessualmente attiva non ha motivi di fare il test se non la propria coscienza personale. Quindi paradossalmente una popolazione come i tossicodipendenti per via venosa era molto più intercettabile di una popolazione di persone con una sessualità promiscua. Fare il test quindi è una questione di coscienza individuale. Se si ha uno stile di vita che espone a questo rischio bisognerebbe fare il test, per la propria salute e per quella delle persone vicine.

Esiste oggi una cura?
Esistono eccellenti cure per l’infezione da HIV che riescono a fermare l’evoluzione della malattia, a tempo indeterminato. Non esiste la possibilità di guarire ma è una malattia che oggi, con le terapie di cui disponiamo, siamo in grado di cronicizzare. Intervenire con una terapia adeguata è il primo passo per prevenire complicazioni anche fatali poiché l’HIV se non viene trattato continua a proliferare ed attaccare a poco a poco il sistema immunitario.

Benedetta de Mattei