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Hollande: crisi coppia gestita come un problema politico

17 gen 2014
Hollande: crisi coppia gestita come un problema politico
Hollande: crisi coppia gestita come un problema politico
"Gestisce questa vicenda come un problema politico, non come un problema sentimentale". Così una persona a lui vicina descrive al quotidiano Le Parisien il comportamento del presidente francese Francois Hollande, dopo la rivelazione della sua relazione con l'attrice Julie Gayet. Chi lo ha visto in questi giorni, racconta ancora il popolare giornale parigino, parla di un presidente "tranquillo", che si sente "liberato", ed è "contento" della riuscita della sua conferenza stampa. "Il suo fisico porta a sottovalutarlo, ma è un grosso errore. E' una lama di acciaio inossidabile", rivela un'altra fonte del suo entourage, secondo cui l'Eliseo l'ha ulteriormente indurito e ha aumentato il suo sangue freddo nelle situazioni difficili. Il comportamento di Hollande, rivela ancora il Parisien, avrebbe avuto anche un preciso fine comunicativo: distaccarsi il più possibile dal comportamento del suo predecessore Nicolas Sarkozy, che fu accusato di ''disertare l'Eliseo'' nei giorni del suo divorzio con l'ex moglie Cecilia. Per questo, per esempio, il presidente ha insistito che non fosse fatta alcuna modifica alla sua agenda, nemmeno per la complicata giornata di venerdì scorso.

"Francois è anaffettivo": la confidenza è firmata Valérie Trierweiler e risale alla campagna presidenziale del 2012. Nel libro 'Jusqu'ici tout va mal' (Fin qui va tutto male), Cécile Amar, cronista del 'Journal du Dimanche', descrive un presidente che affronta l'accumularsi dei problemi (politici e personali) dall'inizio del suo mandato. Il libro, scritto molto prima delle recenti rivelazioni di 'Closer' sulla love story segreta di Hollande con l'attrice Julie Gayet, torna oggi a far discutere. In particolare, per i numerosi dettagli personali sul capo dello Stato. "E' inafferrabile", dice il figlio Thomas, mentre la stessa Cécile Amar, commenta: "Ama mettere pareti divisorie nella sua vita, creare compartimenti stagni, coltivare segreti, si confida raramente e non esprime mai i propri sentimenti". Anche i suoi stessi ministri dicono di non essere in grado di afferrarlo: "Lo capisco politicamente, ma l'uomo non lo conosco", afferma il ministro dell'Economia, Pierre Moscovici. Il libro affronta lungamente la vicenda legata al tweet al veleno della Trierweiler nei confronti di Ségolène Royal, pubblicato poco dopo la vittoria di Hollande. "I collaboratori dell'Eliseo si ricordano della sua freddezza", sottolinea l'autore. E ancora: il presidente appare come "raramente attento agli altri". "Quando ha lasciato la segreteria socialista, non si è mai occupato di aiutare professionalmente quelli che avevano lavorato per lui". "Francois è un po' come Jospin, per lui, ognuno ha una responsabilità, badare a se stesso. Lascia delle persone fuori strada. Ragiona sempre in termini politici", spiega il ministro dell'Agricoltura, Stéphane Le Foll, aggiungendo che "nessuno puo' essere sempre simpatico".