Il 16 novembre del 1995 San Marino si dotava di una normativa ambientale storica: la "Legge quadro 126" per la tutela dell'ambiente e la salvaguardia del paesaggio, della vegetazione e della flora. In occasione del 30esimo anniversario della Legge, l'Associazione Emma Rossi ha organizzato un momento di confronto su un tema da sempre caro ai cittadini. La parola chiave sta nel titolo “il paesaggio e la sua tutela”, poiché tutelarlo come patrimonio culturale significa proteggere e conservare le aree che, per bellezza, storia o valore ambientale, rappresentano un'eredità collettiva. “E' molto importante riuscire a fare tesoro di quelle basi che erano state gettate 30 anni fa e interpretare in chiave attuale molte di quelle indicazioni e strategie individuate”, commenta l'architetto paesaggistico e docente Filippo Piva. "Oggi vediamo in realtà vicine come l'Italia o altri paesi europei che si stanno dotando, ad esempio, di “piani del verde”, dove il concetto di verde non è più un insieme di parchi o di alberi o di filari alberati all'interno delle città ma viene identificato come una vera e propria struttura verde, in grado di erogare benefici ecosistemici, alla comunità e alla salute”.
Mettendo a confronto la San Marino del dopoguerra a quella di oggi quasi si fatica a riconoscerla. Impressionante, ad esempio, l'incremento degli insediamenti abitativi e industriali nella zona bassa di Dogana. L'analisi, sul territorio, non può che partire da lontano e la serata ha quindi messo a fuoco quanto fosse innovativa quella legge: “Ha introdotto principi fondamentali che oggi possiamo tradurre in biodiversità, sviluppo sostenibile e in tutela dell'arredo urbano” – afferma l'architetto Lucia Mazza. “E' una legge che si basa su un approccio tecnico scientifico che all'epoca era molto innovativo”. Riguardo al futuro, “ritengo che un po' di innovazione dovrà esserci soprattutto per il paesaggio, perché molto è stato fatto per la parte ecologica col codice ambientale ma per il paesaggio forse qualche passettino ci vorrà sicuramente”.
Si arriva ad un pensiero condiviso: l'esigenza di un cambio di paradigma, rendendo le norme di tutela ambientale sovraordinate rispetto a quelle di pianificazione territoriale, come principio guida a cui conformarsi nei piani urbanistici. Presente anche il Segretario al Territorio Matteo Ciacci, che definisce la serata “in linea con in lavoro di Segreteria e maggioranza”. L'obiettivo è introdurre una pluralità di strumenti anche normativi perché “c'è bisogno di qualità, che sta diventando un bisogno sociale al pari di tanti altri”. In questo senso c'è l'intenzione di predisporre una pianificazione tematica, che abbracci verde, traffico, paesaggio, servizi e aree destinate a beni culturali. In merito ai bisogni sociali, anticipa che “le risposte immediate sul territorio riguarderanno cohousing, studentato, comunità abitative”.
Nell'occasione la presentazione del volume "La capitale di mille abitanti" di Laura Rossi e Gino Zani