Insieme neuroscienze, medicina e arte in un convegno che indaga le connessioni tra olfatto, memoria e diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative, dando speranza a milioni di persone colpite da demenza nel mondo. “Sapere che ci possono essere delle alterazioni dell'olfatto – dice Susanna Guttmann – Direttore UO Neurologia dell'ISS - in una fase iniziale di malattie come il morbo di Parkinson, come la malattia di Alzheimer, quindi malattie neurodegenerative, comporterà la possibilità di agire con farmaci, con terapie specifiche, in una fase molto precoce. Questo comporterà il fatto di ritardare l'evoluzione della malattia in atto, addirittura magari di arrivare a un approccio definitivo".
Olfatto, profumo come strumento diagnostico e terapeutico, a tema in parallelo nell'approccio scientifico e nella dimensione artistica. Ad accompagnare il convegno, la mostra di Filippo Sorcinelli fino al 28 novembre a Palazzo Graziani, che guarda all'esperienza olfattiva come forma d'arte capace di comunicare emozioni e memorie attraverso i sensi.
Un appuntamento che chiama esperti e docenti di fama internazionale, fortemente voluto dalle dottoresse Silvia Sturmia e Beatrice Viti che mette in evidenza proprio la multidisciplinarietà dell'evento: “La creatività scientifica e l'idea scientifica – dice la Viti, neurologa dell'ISS - viene dalla contaminazione di diverse discipline, quindi oggi potremo attingere a diverse conoscenze e queste diverse conoscenze potranno aiutarci a fare dei passi avanti nell'intuire meglio quello che c'è alla base di medicine e di patologie che sono ancora per certi versi sconosciute”.
Nel video, l'intervista a Susanna Guttmann – Direttore UO Neurologia ISS e a Beatrice Viti – neurologa (UO Neurologia ISS)