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Il saluto del Nunzio Apostolico, Mons. Emil Paul Tscherrig

1 ott 2020
Il saluto del Nunzio Apostolico, Mons. Emil Paul Tscherrig

Eccellentissimi Capitani Reggenti, Sig. Alessandro CARDELLI e Sig. Mirko DOLCINI, Signori Ministri di Governo, Signore e Signori Ambasciatori e Membri del Corpo Diplomatico e Consolare, Distinte Autorità civili, militari ed accademiche, Signore e Signori,

Desidero innanzitutto esprimere ai nuovi Capitani Reggenti le più vive congratulazioni per la loro elezione e l’augurio per una feconda missione al servizio della popolazione. La partecipazione al cambio semestrale dei Capitani Reggenti, espressione tipica della democrazia della Serenissima Repubblica di San Marino, è sempre un evento privilegiato per tutto il Corpo Diplomatico accreditato presso il Governo sammarinese e per l’intera cittadinanza di questa Repubblica per riflettere su alcuni temi importanti della vita democratica delle Nazioni. Viviamo un momento particolare della nostra storia. Gli effetti devastanti nel mondo della pandemia ha colpito l’intero pianeta, mietendo tante vittime. Per ricordarLe tutte, Vi invito ad un momento di silenzio.

Ciò che sta accadendo intorno a noi mette in risalto un dato che sembrava cancellato dai successi delle scoperte tecnologiche e scientifiche, cioè la fragilità della natura umana. Di fronte alla forza distruttrice della pandemia emergono nella vita delle persone, delle famiglie, delle comunità e delle istituzioni, nuovi e vecchi interrogativi che spesso ricevono risposte ambigue o addirittura contradittorie. Pensavamo già di avere conquistato l’assoluto dominio sulle cose di questa terra e vivevamo nella certezza di essere protetti dalle enormi conquiste che caratterizzano la nostra epoca e che ci hanno fatto credere che i disastri naturali e le pandemie sono problema di altri. Invece, il coronavirus ci ha di nuovo rimesso davanti al fatto che siamo tutti una cosa sola, che la differenza tra lontani e vicini, semmai esisteva, è stata cancellata dalla mobilità globale.

Tuttavia, davanti a tutto questo la nostra sfida e quella di uscirne migliori. Ma tutto ciò richiede uno sforzo comune diretto a cercare il bene anche degli altri, aiutandoci tra di noi e a desiderare una soluzione senza vantaggi economici o politici. Ciò vale anche per il futuro vaccino che per vincere la battaglia, deve essere messo a disposizione di tutti, senza esclusione. Al contrario nessuno si potrà sentire protetto e sereno, perché la pandemia, come anche altre emergenze sanitarie, non conoscono né frontiere interstatali, né fanno differenza tra ricchi e poveri. A motivo di ciò, la presente pandemia ha evidenziato, la nostra “interdipendenza”. Ci troviamo davanti al fatto di essere legati gli uni agli altri, sia nel male che nel bene. Soltanto unendo le nostre forze nella ricerca e collaborando a livello nazionale e internazionale per alleviare le sofferenze dei più bisognosi, potremo uscirne vincitori. Difatti, viviamo in “un villaggio globale”, espressione di San Giovanni Paolo II, e abbiamo fatto l’esperienza che tutto nel mondo è collegato, dalle foreste amazoniche alla salute di ogni essere vivente (cfr. Papa Francesco).

L’attuale situazione pandemica può quindi essere un invito a riflettere sulla gratuità del dono, come espressione dell’amore, il sentimento più umano di cui siamo capaci e di cui tanto ci dice Papa Francesco quando afferma che: “l’amore … non si limita alle relazioni fra due o tre persone, o agli amici, o alla famiglia”, ma che comprende anche i rapporti civici e politici ed il rapporto con la natura (cfr. Enc.  Laudato si’  [LS], 231). Eccellentissimi Capitani Reggenti, Vi augurio in nome dei miei Colleghi e mio, un fruttuoso mandato al servizio del caro Popolo sammarinese e la collaborazione con tutti gli Stati amici per il bene ed il progresso di questa nobile Repubblica.

Grazie per l’ascolto e buon lavoro!