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Inaugurazione a Roma della mostra 'C'era una volta un treno...'

21 set 2004
Inaugurazione a Roma della mostra 'C'era una volta un treno...'
Sarà inaugurata ufficialmente domani a Roma, la mostra “C’era una volta un treno…”. Un viaggio attraverso la storia del trenino biancoazzurro che collegava Rimini e San Marino. Una mostra per non dimenticare e riflettere su un pezzo di storia sammarinese che ha cambiato per sempre i rapporti di cooperazione e amicizia con la vicina Italia. “C’era una volta un treno…”, così è stata denominata l’esposizione che verrà ospitata nella sede dell’Archivio Centrale dello Stato italiano, la cui inaugurazione, alla presenza del Segretario di Stato per gli Affari Esteri Fabio Berardi, è prevista per domani in occasione del tradizionale Ricevimento al Corpo diplomatico e consolare e alle Autorità italiane per la ricorrenza dei 1704 anni dalla Fondazione della Repubblica. L’evento, organizzato con il patrocinio del Governo sammarinese e del Ministero Italiano per i beni culturali, in collaborazione con l’Ambasciata di San Marino in Italia, illustra la storia della linea ferroviaria Rimini-San Marino. Verranno esposti interessanti documenti inediti, foto d’epoca, filmati, un’originale opera autografa di Maurizio Cattelan e un intervento dell’artista sammarinese Pier Paolo Coro, proprio in ricordo di quel trenino biancoazzurro che tra il 1932 e il 1944 collegava la riviera e il Titano. Nonostante la dichiarata neutralità, San Marino durante il conflitto fu bombardata e la linea ferroviaria, seriamente danneggiata, interrotta per sempre la sera dell’11 luglio 1944. Nelle 17 gallerie si allestirono però rifugi antiaerei e dormitori per le decine di migliaia di sfollati provenienti da Rimini e zone limitrofe, trovando sul Titano asilo e salvezza. Tali avvenimenti sono stati ricordati domenica scorsa in occasione delle celebrazioni per il 60° Anniversario della battaglia e liberazione di Rimini, giornata memorabile che ha visto il Governo italiano dedicare una lapide allo Stato sammarinese in segno di profonda gratitudine per l’ospitalità concessa a 100 mila rifugiati. La mostra, dunque, ripercorre la storia di un treno attraverso gli orrori della guerra ma soprattutto, rievoca una grande storia di solidarietà, dando spunti per riflettere su temi ancor oggi molto attuali.