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Inchiostri per tatuaggi pericolosi: sul Titano eseguito provvedimento di fermo cautelativo di alcuni prodotti

12 apr 2019
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Sviluppi anche a San Marino sulla vicenda legata agli inchiostri per tatuaggi ritirati dal mercato in Italia. “Dopo contatti anche con il personale del Ministero della Salute italiano del servizio “Rapex” (sistema di allerta rapido dell’Unione Europea a tutela della salute dei consumatori), il 4 aprile scorso, il Dipartimento Prevenzioneinforma l'ISS - ha compiuto, in collaborazione con gli agenti della Polizia Civile, un fermo cautelativo di 10 flaconi di inchiostro”. Questo perché “ulteriori verifiche – spiega ancora l'ISS in una nota - hanno posto in evidenza come la tossicità degli inchiostri in questione sia dovuta a pigmenti che “non risultano conformi alla Risoluzione Europea 2008 Res Ap (2008) 1”, portando il Ministero italiano a specificare “che si tratta di articoli sottoposti a divieto di commercializzazione, ritiro e richiamo”.

Nella stessa nota l'Istituto riconosce alla Tv di Stato la correttezza giornalistica con cui ha seguito il caso e ripercorre le tappe della vicenda. Il 27 marzo scorso, l’ISS ha svolto immediatamente gli accertamenti nei tre centri tatuatori autorizzati in Repubblica. A seguito di tali controlli, in un centro erano stati rinvenuti alcuni inchiostri delle marche segnalate - così come da noi riportato il 28 marzo - che dallo stesso titolare erano già stati accantonati e “sospesi dall’utilizzo”. “Da un successivo approfondimento – puntualizza l'ISS - era poi emerso come l’allerta riguardasse alcuni lotti che non erano però stati rinvenuti sul Titano. Per tale ragione il 29 marzo l'Istituto aveva poi emanato un comunicato stampa più circostanziato rispetto alle prime informazioni fornite alla San Marino RTV, "specificando che erano comunque in corso controlli aggiuntivi”.

Ma tornando all'oggi, la situazione potrebbe ancora subire evoluzioni. L’ISS resta comunque costantemente in contatto con gli organismi internazionali per ogni eventuale indicazione sanitaria in merito, “che – chiariscono - al momento non è stata fornita”.