L’incidente aereo avvenuto martedì 25 agosto all’aviosuperficie di Torraccia riaccende il dibattito sulla sicurezza dell’infrastruttura e, in particolare, sulla necessità di intervenire sulla pista. A sollevare la questione, con accenti e prospettive differenti, sono in due comunicati distinti l’Aeroclub San Marino e RETE.
Le cause dell’incidente restano da accertare. Ed è proprio su questo punto che l’Aeroclub di San Marino invita alla cautela, precisando che al momento dell’incidente le condizioni meteorologiche erano ottimali e prive di criticità tecniche o operative per il volo. L’Aeroclub sta collaborando con le autorità incaricate degli accertamenti e ha messo a disposizione anche i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza dell’aviosuperficie, che potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica. Dall’associazione arriva inoltre una sottolineatura sulla tenuta del velivolo: la cellula di sicurezza dell’aeroplano avrebbe assorbito correttamente l’impatto, proteggendo l’abitacolo e contribuendo così a evitare conseguenze ben più gravi per allievo e istruttore. L’aviosuperficie, precisa ancora l’Aeroclub, resta pienamente operativa. L’incidente viene però indicato come un ulteriore elemento che pone l’attenzione sull’opportunità di ampliare la pista. Secondo l’Aeroclub, una maggiore lunghezza avrebbe infatti garantito un margine di sicurezza tale da poter evitare l’evento.
Ed è proprio sulla sicurezza che si concentra anche l’intervento politico di RETE, che dopo quanto accaduto torna a chiedere con forza la messa in sicurezza dell’aviosuperficie. Il movimento pone una domanda netta: "Quanto ancora dobbiamo rischiare prima della messa in sicurezza?", tornando così su un tema che da tempo accompagna il confronto sul futuro di Torraccia. Per RETE, l’incidente non può essere archiviato soltanto come un episodio fortunatamente privo di gravi conseguenze. Il fatto che allievo e istruttore siano rimasti praticamente illesi non eliminerebbe infatti, secondo il movimento, la necessità di affrontare le criticità dell’infrastruttura e di accelerare gli interventi destinati ad aumentarne gli standard di sicurezza.