"Ingiustizia sociale", il Papa sul peso della pandemia sul lavoro

Il Papa ricorda il peso della pandemia sul lavoro ed invita i governi a sanare l'ingiustizia sociale che si è creata. Dedicata al lavoro, che accanto ai decessi è l'altro drammatico bilancio della pandemia, l’udienza di oggi e Francesco pone al centro la figura di San Giuseppe, il falegname, per rivolgersi “a tutti i lavoratori del mondo”, a partire da chi fa lavori usuranti. Guarda oltre al dato dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro, che rileva un tasso di disoccupazione record del secolo, e riflette sul film di questi tempi, in cui - ricorda -  “chi è senza lavoro si sente giustamente ferito nella dignità. Quanta gente va a bussare alla porta delle fabbriche – aggiunge a braccio- delle imprese, e non trova niente”. Insiste sul concetto di dignità, che non è portare il pane a casa, ma guadagnarlo”.
Parla di ingiustizia sociale, fa in questo senso un forte richiamo ai governi e dedica un minuto di silenzio a chi - schiacciato da un peso diventato insopportabile - non ha trovato altra strada, che togliersi la vita. Una riflessione forte sul dramma del covid che va oltre al bollettino delle vittime, fatto con quella umanità che è il tratto caratterizzante di Papa Francesco. Ed anche spiazzante se si pensa alla rilevanza mediatica della foto che lo ha immortalato all'interno di un negozio di dischi al Pantheon, che ha fatto il giro del mondo.
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