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ISS: Franco Santi, "si rischia per qualche giorno un vuoto amministrativo"

Domani l'ultima seduta del Governo uscente, alla quale presenzieranno anche gli esponenti della nuova Maggioranza. Tra i temi l'Istituto Sicurezza Sociale, con l'incarico del DG Andrea Gualtieri scaduto il 31 dicembre

2 gen 2020
Istituto Sicurezza Sociale
Istituto Sicurezza Sociale

La questione è spinosa, perché si tratta di garantire una continuità all'operatività dell'ISS, fino alle nuove nomine che saranno effettuate dall'Esecutivo che si appresta ad insediarsi. Il posto di Direttore Generale, infatti, è attualmente vacante, dopo la recente scadenza dell'incarico di Andrea Gualtieri, che giudica positivo il bilancio del proprio mandato. Scadono invece a fine febbraio i contratti del Direttore Amministrativo e del Direttore Sanitario. Il problema, tuttavia, è che quel che resta del Comitato Esecutivo non potrebbe deliberare, spettando normalmente proprio al Direttore Generale, in qualità di legale rappresentante dell'Istituto, apporre la firma sugli atti di gestione. In realtà, prima delle elezioni dell'8 dicembre, il Congresso di Stato – all'epoca già in ordinaria amministrazione – aveva proposto una proroga del mandato di Gualtieri fino alla nuova nomina; ma le allora forze di minoranza – sottolinea il Segretario di Stato uscente alla Sanità – si erano opposte. Abbiamo preso atto di questo stop – continua Franco Santi -; da parte nostra abbiamo agito in maniera trasparente, chi ha deciso altrimenti se ne assumerà la responsabilità, perché si rischia, per qualche giorno, un vuoto amministrativo”. Essendo praticamente esclusa, dunque, una proroga di Gualtieri, e fuori discussione, per ovvi motivi, l'ipotesi di una nuova nomina, al Governo uscente non restano molte opzioni. “In assenza del DG – afferma Santi – le norme prevedono che a farne le veci sia il Direttore Amministrativo” – ruolo rivestito attualmente da Sandro Pavesi -, ma occorre una delega; da parte del Congresso, precisa Gualtieri, che in precedenza, avrebbe chiesto formalmente di avere indicazioni dal Dirigente della Funzione Pubblica e dall'Esecutivo uscente. Ma deliberare in ordinaria amministrazione su un tema così complesso e delicato, per di più in una ultima seduta, non è affatto scontato. Non è da escludersi, dunque, che domani si eviti di intervenire sul punto, in attesa delle decisioni del nuovo Governo.