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Istanza "sbattezzo" non passa il vaglio della Reggenza

18 apr 2017
Istanza "sbattezzo" non passa il vaglio della ReggenzaIstanza "sbattezzo" non passa il vaglio della Reggenza
Istanza "sbattezzo" non passa il vaglio della Reggenza - Il primo firmatario: "Forse non siamo così liberi"
“Lo Stato non può intervenire”. Lapidari, i Capitani Reggenti Mimma Zavoli e Vanessa D'Ambrosio hanno decretato l'inammissibilità dell'istanza d'Arengo per lo “sbattezzo”, trattandosi – è la tesi - di questione che esula dalle competenze del Consiglio Grande e Generale. “L’iscrizione, e dunque la cancellazione, di un soggetto da liste ed elenchi di persone battezzate tenute dalla parrocchia di appartenenza o da enti religiosi – si legge nelle motivazioni al diniego - afferiscono infatti ad ordinamento diverso da quello dello Stato e dunque rientrano nella competenza di organi ed autorità diversi da quelli statali”. Secondo i firmatari, al contrario, ad esprimersi nel merito dovrebbe essere proprio lo Stato, come garante dei diritti inviolabili della persona, includendo - oltre alla libertà di pensiero, di coscienza e di culto - il diritto di essere atei o agnostici, nel pieno riconoscimento della personale e inequivocabile volontà di non essere più considerati aderenti alla confessione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”. Che l'istanza non fosse accolta, l'unica peraltro, il primo firmatario Massimo Muraccini se l'aspettava: “Lo sbattezzo – osserva - è una forma di libertà, la libertà richiede coraggio. Ottenere libertà richiede coraggio. Concedere libertà richiede coraggio. E' ovvio che la cancellazione dalle liste delle parrocchie non è di competenza dello Stato. Ma lo Stato dovrebbe garantire le condizioni per cui un cittadino possa lecitamente chiedere la cancellazione da tali liste, e l'organismo interessato da tale richiesta debba tacitamente acconsentire. Semplice libertà individuale. Forse cosi liberi non siamo. E non ho altro da dire su questa faccenda”. In Italia atei e agnostici sono stati in qualche modo accontentati, con la possibilità non di cancellare il battesimo, in quanto evento documentato, ma di far annotare la propria volontà di non aderire più alla confessione cristiano cattolica, tutto ciò in base al Codice in materia di protezione dei dati personali. “Sul Titano – confermano dalla Diocesi San Marino Montefeltro – manca una normativa che ricalchi quella italiana, quindi al momento tutto resta invariato”.

sp