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L'Orazione Ufficiale del Consigliere federale Ignazio Cassis

1 ott 2020
L'Orazione Ufficiale del Consigliere federale Ignazio Cassis

Eccellentissimi Capitani Reggenti, Onorevoli membri del Congresso di Stato, Onorevoli membri del Consiglio Grande e Generale, Eccellenze, Signore e Signori,

È un grande onore per me pronunciare questa Orazione ufficiale in occasione della Cerimonia d’Insediamento degli Eccellentissimi Capitani Reggenti. 2 Desidero esprimere la mia profonda gratitudine al Governo della Repubblica di San Marino per la sua accoglienza e porgerVi il saluto del popolo svizzero.

Nel congratularmi oggi con gli Eccellentissimi Capitani Reggenti in questo splendido Palazzo Pubblico, sento una profonda vicinanza fra i nostri due paesi. In Svizzera, la tradizione vuole che i Consiglieri federali - eletti dal parlamento ogni quattro anni – prestino giuramento alzando tre dite della mano destra.

Questa cerimonia evoca il Giuramento del Grütli che fu prestato dai rappresentanti dei Cantoni fondatori Uri, Svitto e Untervaldo, dando così vita, nel 1291, alla nostra Confederazione. Anche la regola dei due Capitani Reggenti eletti ogni 6 mesi risale al 13mo secolo.

La volontà di evitare in tal modo una concentrazione troppo prolungata di potere ben corrisponde al sistema svizzero, dove i 7 Consiglieri federali sono ciascuno solo un settimo di primo ministro e sono tenuti a rispettare la concordanza, dunque a non contraddire le decisioni prese dall’intero collegio governativo.

Cos’hanno in comune la Svizzera e San Marino? Tradizione ed apertura

Si tratta di tradizioni affascinanti. Perpetuare queste tradizioni non significa, tuttavia, restare ancorati al passato e ignorare le sfide poste dal tempo che scorre. Anzi, la nostra lunga storia ci aiuta a guardare al futuro con fiducia, consapevoli dell’esperienza acquisita. Così, la nostra identità secolare diventa una forza.

Oggi, in un mondo globalizzato, per assumere pienamente il nostro ruolo abbiamo bisogno anche di punti di riferimento e di organizzazioni universali. Soltanto con poche ma chiare regole riconosciute da tutti possiamo mantenere rapporti intensi e stabili con l’Europa e con la comunità internazionale.

Durante l’ultima sessione del Consiglio dell’ONU sui diritti umani, tenutasi lo scorso febbraio a Ginevra poco prima che la pandemia di COVID19 paralizzasse il pianeta, ho beneficiato di un fruttuoso scambio di vedute con rappresentanti del Vostro Governo. Abbiamo evocato la necessità di regole eque ed universali per la pace e per la prosperità, obiettivi cui ambiscono tutti i popoli della terra. E abbiamo rilevato come i diritti umani, la democrazia e il buon governo siano priorità comuni tra Svizzera e San Marino.

In questa occasione ho scoperto non solo che San Marino è la più antica repubblica del mondo, ma anche il primo paese europeo ad aver abolito la pena di morte. Questo è un tema molto caro al mio Paese che da anni si prodiga per l’abolizione della pena capitale nel mondo. Perciò, quale primo membro del Governo svizzero ad aver l’onore di unirmi a voi in questo giorno molto speciale, vorrei felicitarmi con San Marino per il coraggio e la lungimiranza di questa decisione.

Il ruolo internazionale della Svizzera

Con la sua politica estera la Svizzera s’impegna a portare valore aggiunto e innovazione a livello globale. Nel 2002, dieci anni dopo San Marino, la Svizzera ha deciso di aderire all’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Una decisione ragionata, maturata lentamente e infine – fatto unico al mondo – avvallata in votazione popolare dalla popolazione e dai Cantoni svizzeri. Vent’anni più tardi siamo pronti per compiere un ulteriore passo: candidare il nostro Paese alla carica di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per gli anni 2023-2024.

Una candidatura che abbiamo lanciato poche settimane fa proprio dalla sede europea delle Nazioni Unite a Ginevra, con lo slogan «Un più per la pace» - “A plus for peace”. Il segno matematico “+” simboleggia sia la croce svizzera della nostra bandiera, sia il valore aggiunto che vogliamo portare in favore della pace e della sicurezza nel mondo. Il “+” è inoltre il simbolo della Croce Rossa, nata a Ginevra, e sottolinea la nostra tradizione umanitaria e il ruolo di mediatore che svolgiamo come Paese neutrale nella risoluzione dei conflitti. Pochi giorni fa, in occasione di un viaggio ufficiale in Iran, ho per esempio potuto toccare con mano l’importanza del ruolo che la Svizzera svolge nelle relazioni tra Teheran e Washington con i suoi "buoni uffici".

Innovazione e digitalizzazione

Eccellenze, Signore e Signori, La Svizzera affianca al suo ruolo umanitario un’economia solida e innovativa, coniugando così i due obiettivi fondamentali per ciascuno, pace e prosperità. L'anno scorso – e per il nono anno consecutivo – il nostro Paese si è collocato al primo posto nell’indice mondiale dell’innovazione.

L’asperità del territorio alpino – tutt’altra cosa rispetto alla magnifica apertura sul mondo che il Mediterraneo offre a San Marino (!) –, le nostre modeste dimensioni e l’assenza di risorse naturali ci hanno indotto a sviluppare altre qualità. Negli ultimi due secoli abbiamo per esempio investito molto nei cervelli. Formazione, ricerca e innovazione sono settori centrali della nostra economia. In nessun altro Paese al mondo il premio Nobel è stato assegnato con maggiore frequenza che in Svizzera, in rapporto al numero di abitanti: dal 1901 a oggi ben 24 cittadini elvetici sono stati insigniti del massimo riconoscimento. L’industria farmaceutica, della meccanica di precisione, così come dei servizi finanziari e assicurativi rappresentano i nostri punti di forza.

Malgrado la presenza di quattro lingue nazionali – oltre all’italiano ci sono il francese, il tedesco e il romancio – suddivise tra soli 8,5 milioni di abitanti, malgrado la profonda scissione cristiana tra cattolici e riformati di 500 anni fa, siamo riusciti e riusciamo tuttora grazie a una democrazia bottom- up e a un forte federalismo a garantire la coesione nazionale.

Certamente, come ogni altro Paese, siamo confrontati con le sfide di un mondo in perenne cambiamento. Le tecnologie digitali trasformano il nostro modo di vivere. E l'attuale crisi legata alla pandemia di COVID-19 solleva nuovi interrogativi – dal significato delle frontiere all’emergenza di nuove forme mobili di lavoro. Tutte sfide che s’inseriscono nella quarta rivoluzione industriale – come il Forum Mondiale Economico di Davos ha battezzato la nostra epoca – della quale ancora non comprendiamo appieno i contorni.

Questi cambiamenti esercitano una pressione sugli Stati e sul sistema multilaterale creato sulle ceneri della seconda guerra mondiale per garantire appunto pace e prosperità. Dobbiamo quindi analizzare e ove necessario adeguare questo sistema, dato che gli obiettivi restano gli stessi. Se per esempio la libertà di opinione, di riunione o di movimento viene minacciata, allora non possiamo stare a guardare, perché si tratta proprio di quelle poche e chiare regole di cui parlavo all’inizio. Scopo delle organizzazioni internazionali è proprio difendere e far rispettare tali regole. Una di queste è il Consiglio ONU dei diritti umani a Ginevra, dove San Marino mostra un impegno sincero e tenace, per il quale la Svizzera vi ringrazia.

La Ginevra digitale

Ogni nuova tecnologia porta benefici, ma anche sfide. La digitalizzazione occupa perciò un posto strategico nella politica estera svizzera. Con tre obiettivi: a) Costruire insieme il buon governo digitale – con un dibattito multilaterale. b) Sviluppare uno spazio digitale aperto e affidabile a livello globale. c) Realizzare gli obiettivi dell'agenda 2030 dell'Onu attraverso le nuove tecnologie. Vorremmo – se mi permettete l’espressione - “digitalizzare” il nostro ruolo di costruttori di ponti tra Stati. Vorremmo aggiungere cioè una dimensione digitale alla diplomazia. Vorremmo riunire tutte le parti interessate, dall'industria al mondo scientifico, dai governi alla società civile, per definire poche e chiare regoli comuni di good governance digitale.

Per fare questo disponiamo di una piattaforma di dialogo eccezionale: Ginevra. Non occorre che io ricordi qui il ruolo storico di Ginevra, che lo scorso anno ha festeggiato il centenario del multilateralismo – fu infatti scelta nel 1919 quale sede della Società delle Nazioni dopo la grande guerra. E nemmeno occorre ricordarvi che l’unico svizzero prima di me ad aver avuto l’onore di questo invito sia stato il Presidente della Croce Rossa Internazionale di Ginevra Cornelio Sommaruga, vostro ospite nel 1994. Tanto più che il vostro eccellente ambasciatore che dirige la missione di San Marino a Ginevra può delucidarvi su ogni dettaglio. Basti ricordare che oltre il 50% delle discussioni relative alla governance di internet si svolgono già oggi a Ginevra.

Ma internet ormai non è altro che uno degli infiniti strumenti della digitalizzazione: pensiamo all’intelligenza artificiale, alla biologia digitale, ai soldati robot e a tutti gli algoritmi che regolano ormai il nostro ritmo di vita, a cominciare da quelli rinchiusi nei vostri cellulari che monitorizzano il vostro peso, il battito cardiaco, addirittura lo stato d’animo. La digitalizzazione è tutto questo. Benché già ben attrezzato per regolare il mondo, il diritto internazionale ancora non ci fornisce quelle poche e chiare regole necessarie perché anche le pratiche digitali siano sempre e soltanto al servizio dell’essere umano.

Conclusione

Eccellenze, Signore e Signori, Le tradizioni secolari dei nostri due Paesi ci danno il vantaggio della stabilità coniugata a una certa saggezza. A noi il compito di usare queste virtù per sviluppare nuove opportunità, evitare le derive, garantire sempre le libertà fondamentali e rendere possibile un futuro a misura umana! Consentitemi in conclusione di esprimere la mia profonda gratitudine per aver avuto il privilegio e l’onore di rivolgermi al popolo e alle Istituzioni di San Marino. A nome del mio Paese e mio personale, porgo l’augurio più fervido agli Eccellentissimi Capitani Reggenti per un semestre coronato di successo nello svolgimento del Loro alto incarico.