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"La mie denunce non si arresteranno mai" Guido Guidi sollecita il Tribunale

10 ott 2019
"La mie denunce non si arresteranno mai" Guido Guidi sollecita il Tribunale

"Le mie denunce per calunnia non si arresteranno mai, finché non sarà fatta piena giustizia". Perentorio l'ex commissario della legge Guido Guidi che, attraverso i suoi avvocati, ha depositato nella Cancelleria Penale del Tribunale sammarinese il terzo sollecito per le denunce presentate nei confronti di Valeria Pierfelici. Il riferimento è alle parole pronunciate dall'ex magistrato dirigente nella Commissione Giustizia del 30 ottobre 2017, circa la sua richiesta di proroga dell'incarico. «Non fanno bene alla credibilità del Tribunale nemmeno le manovre di Guido Guidi - riporta il sollecito consegnato in tribunale - che anche oggi, come dieci anni fa, trovano appoggi di qualcuno nella politica: non è un mistero che Guidi era sodale di Roberti, di Menicucci e di altri della banda (...) Appare ispiratore di lettere anonime, che di fatto sono firmate, perché contengono apprezzamenti su colleghi, e mostrano il fastidio per provvedimenti da me assunti (...) Ha interesse a far saltare il concorso per il reclutamento del nuovo giudice d’appello, perché così non c’è nessun giudice che può occuparsi del processo Mazzini, che può avviarsi verso la prescrizione, assicurando l’impunità ai suoi sodali». 

"Espressioni in corsivo virgolettato nei miei confronti - scrive Guido Guidi - che sono di una offensività assoluta, certificata dall'avvenuta archiviazione formale e definitiva del fascicolo a mio carico decretata dal Commissario Morsiani". Formale denuncia, infatti, era stata inoltrata dalla stessa Valeria Pierfelici alla sezione penale del Tribunale su un presunto abuso d'ufficio di Guidi. 

L'ex commissario della legge chiede giustizia, a un anno e mezzo dall'apertura del fascicolo contro la Pierfelici per calunnia, diffamazione, omissione di atti d’ufficio, abuso di autorità. Per questo ha scritto al Dirigente Guzzetta, pronto, in caso di 'eventuale iterazione d’inerzia da parte delle Autorità inquirenti, a tutelare i propri diritti in ogni sede giudiziaria, anche sovranazionale'.