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Lavoro socialmente utile nella Pa, Lonfernini: "Non sarà una sostituzione e guarderemo alle mansioni"

In arrivo delibera che ricalca la filosofia della circolare, affiancando la chiamata ad una forma incentivante

di Monica Fabbri
17 giu 2020
Lavoro socialmente utile nella Pa, Lonfernini: "Non sarà una sostituzione e guarderemo alle mansioni"
Lavoro socialmente utile nella Pa, Lonfernini: "Non sarà una sostituzione e guarderemo alle mansioni"

Il ricorso nella Pa al lavoro socialmente utile non verrà sospeso come richiesto dalla Csu. Anzi, è in arrivo una delibera che ricalca la filosofia della circolare inviata dalla Direzione Generale della Funzione Pubblica. I prossimi mesi non saranno facili sul fronte occupazionale. Si temono molte mobilità in una fascia di persone abili al lavoro – spiega il Segretario Teodoro Lonfernini. Per non tenerle inoperose si vuole quindi incentivare il ricorso a lavori di pubblica utilità aumentando l'aliquota percepita del 10%.

“Serve a far incontrare – spiega il Segretario - esigenze di carattere pubblico al pieno mantenimento del diritto di mobilità e tutele sociali che predisponiamo per i lavoratori. Quella chiamata – ricorda – è un obbligo, una legge già prevista. L'abbiamo di fatto affiancata ad una forma incentivante”.

Per la Csu troppo spesso il lavoro socialmente utile ha fatto da paravento ad attività lavorative vere e proprie. Lonfernini però assicura: “Nessuno di noi del Congresso di Stato ha intenzione di interpretare in maniera diversa la filosofia del lavoro socialmente utile. Rimarrà sempre e soltanto un lavoro socialmente utile – ribadisce – attraverso quelle che sono regole e circuiti di legge previsti, sia in termini di mansioni che di orari. Quindi non confuso con una sostituzione all'interno della pa, che è stata un'errata interpretazione della filosofia iniziale sia della delibera che della circolare, e non verrà di fatto confuso neppure con una mansione diversa.

Avremo un occhio di riguardo – promette - nel chiamare le persone affinché possano di fatto portare un servizio sociale in base a quello che è il loro percorso professionale svolto fino a poco prima”. E sulla riqualificazione di chi è in mobilità, anticipa l'intenzione di Segreteria e Governo di riapplicare un concetto nuovo del mondo del lavoro, “che deve passare anche attraverso la riqualificazione”.