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Legge sull'aborto: Comitato promotore spera che la politica decida mentre l'Associazione Accoglienza alla Vita chiede chiarezza

di Monica Fabbri
27 lug 2019
botta e risposta sulla legge aborto
botta e risposta sulla legge aborto

Nonostante le diverse sensibilità e la delicatezza dell'argomento, la politica affronta il dibattito in maniera non ideologica e rimanda alla Commissione preposta. Ma il progetto di legge sull'aborto, così come quello che sostiene la genitorialità, nasce da iniziativa popolare ed è proprio fra la gente che torna, all'indomani della discussione in Aula. Il tema divide, tocca le coscienze. Ed ecco che l'Associazione Accoglienza alla Vita fa sentire la sua voce, chiedendo al Consiglio chiarezza sul tema. Ritiene che lungo il complesso iter si siano persi fattori di ragionevolezza. Non ha dubbi: l’aborto libero e gratuito non è una risposta ai problemi derivanti dalle gravidanze indesiderate. Ogni concepito – scrive - è una vita umana. Si appella alla Carta Fondamentale dell'ordinamento sammarinese, secondo cui la “madre” ha diritto all’assistenza e alla protezione della comunità, quindi un'ottica totalmente diversa – spiega - da quella della proposta di legge, perché la donna incinta non viene vista come un “problema” ma come un “bene” che riguarda tutti. Considerazioni condivise con tutti i membri del Consiglio.
Profondamente diversa la lettura del Comitato promotore, che apprezza pacatezza e spessore del dibattito oltre al confronto laico “sulle risposte da dare a problemi reali”. Si augura che la legge non faccia la fine della precedente, non portata in Commissione nonostante i due anni trascorsi dalla prima lettura. “Siamo speranzose che la politica, trasversalmente – scrive Vanessa Muratori - abbia il coraggio di decidere e che rispetti i tempi dell’iter legislativo previsti dal nuovo regolamento consigliare”. E se in aula c'è chi vuole trovare una sintesi fra due progetti definiti “solo all'apparenza opposti”, il Comitato lo ritiene improbabile, “specie laddove la proposta clericale – chiarisce - dà alla donna la sola possibilità di scegliere di morire”.