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Libia: in azione i caccia italiani

21 mar 2011
Prima missione dei caccia italiani al fianco dei jet statunitensi, britannici e francesi. Poco dopo le
20 di ieri sono decollati i primi sei Tornado dalla base di Trapani Birgi, sede del 37esimo stormo dell'Aeronautica militare. Sotto assedio dai caccia alleati il bunker di Gheddafi, mentre è stato distrutto da un missile l’edificio situato ad una cinquantina di metri dalla tenda dove il colonnello è solito ricevere ospiti importanti. “Non siamo entrati in guerra, è un'operazione dell'Onu”, ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E mentre Gheddafi lancia nuove minacce contro l’Italia “traditrice”e il mondo occidentale, la Lega Araba accusa i raid di essere andati oltre il loro obiettivo. Critiche che il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca respinge seccamente. Tom Donilon dichiara inoltre che in seno alla coalizione internazionale c'é un accordo per non affidare il comando delle operazioni alla Nato. Oggi è atteso il vertice dei ministri dell’Unione Europea. Intanto cresce la tensione a Lampedusa, dove i profughi sono ormai più
di quattromila. Ieri alcune centinaia di abitanti hanno impedito l’attracco di un traghetto.
C’è anche apprensione per gli 11 membri dell’equipaggio - otto italiani, due indiani e un ucraino - del rimorchiatore d'altura italiano, l'Asso 22, bloccato nel porto di Tripoli da uomini armati. Il
ministro degli Esteri, Franco Frattini, non ha escluso il sequestro, mentre il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha aggiunto: siamo pronti a intervenire. L'Italia ha rafforzato le misure di sicurezza contro il rischio di attacchi terroristici: l'attenzione è al massimo livello.