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Libia: il regime prosegue la controffensiva attaccando gli insorti

6 mar 2011
Il regime libico prosegue la controffensiva attaccando gli insorti
Il regime libico prosegue la controffensiva attaccando gli insorti
A Tripoli si manifesta pro Gheddafi, con i sostenitori del colonnello in strada. E si dispone l'abolizione delle tariffe d'importazione sui beni di consumo e il taglio delle tasse su consumi e produzione dopo quelle che il regime battezza come 'grandi vittorie libiche sulle bande di terroristi'. A Misurata dopo una dura giornata di scontri e di resistenza da parte dei ribelli, cadono le forze leali al figlio di Gheddafi che lasciano la città, ma sono decine i morti.
Testimonianze tragiche da Ben Jawad, dove i governativi farebbero uso di scudi umani. Ma i ribelli non arretrano e ancora marciano verso la città Natale e una delle roccaforti di Gheddafi.
Per la prima volta il consiglio nazionale libico sbarca su twitter e dice: “Abbiamo bisogno che i paesi arabi, l'Unione europea e gli Stati Uniti ci riconoscano”.
Un 'accorato pensiero' alla Libia dal Papa, che invoca assistenza e soccorso per le persone colpite, mentre al confine tunisino si allestisce
il primo campo profughi con bandiera italiana. Ancora disordini nello Yemen, dove l'opposizione chiama a intensificare le proteste fino alle dimissioni del presidente Saleh.

a.s.