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Libia: Russia stop ad attacchi su obiettivi non militari

20 mar 2011
Libia: Russia stop ad attacchi su obiettivi non militari
La Russia ha chiesto alla coalizione internazionale di non sferrare attacchi su obiettivi non militari e 'non selettivi': lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Aleksandr Loukashevich. E questa mattina il ministro degli Esteri cinese ha ribadito la ferma opposizione della Cina all'uso della forza in generale e in Libia in particolare, temendo perdite di vite umane. La Cina, ha detto Yang, "non concorda con il ricorso alla forza nelle relazioni internazionali". Pechino si era astenuta, in sede di consiglio di sicurezza dell'Onu, sul voto alla risoluzione 1973 del 17 marzo sull'istituzione della No Fly Zone, dichiarando di avere "serie riserve" sulla bozza presentata da Francia, Gran Bretagna, Usa e Libano (quest'ultimo in rappresentanza della Lega araba). La Cina ha sempre chiesto di evitare l'intervento armato, sperando in una risoluzione diplomatica del conflitto. La risoluzione 1973 tuttavia è passata anche perché la Cina e la Russia si sono astenute e non hanno esercitato il diritto di veto. Intanto l’Iran ribadisce di sostenere la rivolta contro Gheddafi in Libia e di essere dalla parte delle "legittime rivendicazioni" del popolo libico, pur esprimendo "dubbi" sulle reali intenzioni degli occidentali che hanno lanciato i loro attacchi. Lo dice il portavoce del ministero degli esteri iraniano. "La posizione della Repubblica islamica è sempre di sostegno ai popoli e alle loro legittime rivendicazioni", ha detto Ramin Mehmanparast. Tuttavia, "il passato e l'azione dei Paesi dominatori (occidentali) per occupare il Paese oppresso mettono sempre in dubbio le loro vere intenzioni in questo tipo di azione. Questi Paesi - ha aggiunto il portavoce del ministero degli esteri - in generale entrano in azione con slogan ingannevoli di sostegno al popolo mentre in realtà perseguono i loro interessi, e in particolare di stabilire basi militari per poter proseguire la loro politica colonialista e il loro dominio sotto nuove forme".