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Mafia russa: il Governo alza la guardia

7 mar 2006
Mafia russa: il Governo alza la guardia
Le parole pronunciate, a margine di un convegno, dal sostituto procuratore nazionale antimafia, Luigi De Ficchy, sono arrivate sul tavolo del Congresso di Stato. De Ficchi infatti ha parlato della presenza della mafia russa, dei suoi capitali sterminati e del fatto che è rappresentata da grandi imprenditori spesso ex appartenenti al KGB. 'Sono principalmente collocati – dice De Ficchi – in Abruzzo, Marche e San Marino'. Una affermazione di questa portata non poteva non essere presa in esame dal Governo che ribadisce di tenere la guardia molto alta, ma invita anche a non fare inutili allarmismi. 'Purtroppo - commenta il Segretario di Stato per gli affari esteri Fabio Berardi - siamo di fronte a situazioni non ufficiali. L’Esecutivo, di fronte a temi così spinosi, ha da sempre una attenzione particolare, lo dimostrano le leggi contro il riciclaggio, gli istituti – dall’ispettorato di controllo della Banca Centrale al comitato di controllo delle società – la vigilanza attuata dalle forze dell’ordine. Tutti filtri importanti messi in campo proprio per far fronte a ogni possibile rischio. La Gendarmeria ha confermato di non avere rilevato attività mafiose sul territorio - ricorda Berardi - ma se dai canali ufficiali ci arrivassero note precise, ci muoveremo tempestivamente'. Insomma il Governo resta in attesa di fatti concreti e se questi ci saranno garantisce fin da ora la massima collaborazione. Niente allarmismi, ma anche nessuna sottovalutazione del problema. Anche perché la mafia russa, potenzialmente la più pericolosa del mondo, sta sviluppando, con incredibile rapidità, le sue attività delinquenziali proprio nella vicina Italia dove si occupa di prostituzione, di compravendite commerciali, di riciclaggio di danaro sporco, di traffico clandestino di persone. La mafia russa, anche per ciò che concerne il contrabbando e traffici nel settore militare, ha stretto rapporti d'affari pure con la mafia calabrese, dimostrando di saper avere nel proprio arco le frecce di una delinquenza che va dai reati meno complessi, come la prostituzione, a quelli più raffinati, come il materiale radioattivo.