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Maltempo Emilia-Romagna, in 48 ore caduta più del doppio della pioggia attesa per tutto dicembre

Evacuazioni, tutte rientrate le persone accolte nei punti allestiti. Tutti i fiumi sotto osservazione sotto la soglia rossa. Il Presidente de Pascale: "Circolazione atmosferica simile a quella del 2023 ma questa volta il sistema ha tenuto"

26 dic 2025
Foto Comune di Cotignola
Foto Comune di Cotignola

Dopo due giorni di pioggia intensa e di paura, è tornato il sereno sull'Emilia Romagna. I fiumi sotto osservazione rientrati sotto soglia 3 (rossa) e tutte le persone evacuate e accolte nei centri predisposti tornate nelle proprie case. Scongiurate le tracimazioni, resta forte la pressione sulle arginature dopo ore prolungate di piena, fino a 32 consecutive.

A fare il punto della situazione è la Regione. Dopo una notte che ha visto passare i colmi di piena attesi, l’Emilia-Romagna si trova oggi in situazione di allerta arancione nella pianura bolognese, ravennate e ferrarese, dopo l’allerta rossa di ieri, piogge persistenti – con cumulate sul Senio superiori ai 150 millimetri - e letti dei fiumi attraversati da portate d’acqua davvero importanti per un tempo prolungato, anche fino a 32 ore sull’Idice. E se adesso, col calare dei livelli, si allontanano pericoli di tracimazione, resta forte la pressione sulle arginature: dunque, l’attenzione resta alta.

Per questo, la Regione Emilia-Romagna, attraverso l’Agenzia regionale di sicurezza territoriale e protezione civile, annuncia di aver "avviato subito controlli e monitoraggi per valutare le conseguenze di questa situazione di stress degli argini. Anche perché rimangono alcuni tratti al di sopra della soglia 2 (arancione) su Senio, Lamone, Montone, Santerno e Reno. Una situazione di allerta che negli ultimi due giorni ha visto mobilitato l’intero sistema di Protezione civile regionale, insieme a Prefetture, Comuni, Vigili del Fuoco, Polizie locali, Forze dell’Ordine, volontari. Insieme al 118 per l’evacuazione delle persone fragili. Aperto h24 il Centro operativo regionale (COR) nella sede della Agenzia di sicurezza territoriale e protezione civile, a Bologna, le sedi UT di Bologna e Ravenna, i Centri operativi comunali (COC) e i Centri di coordinamento soccorsi (CCS) nelle aree interessate". Punti operativi anche nella giornata di oggi 26 dicembre.

Nel ringraziare la Protezione Civile, le Prefetture, i sindaci e tutte le persone operative, il presidente della Regione, Michele de Pascale - ha difeso le misure di evacuazione preventiva delle zone più a rischio: "Capiamo la rabbia di chi ha vissuto un disagio così forte in giornate che dovrebbero essere dedicate alla serenità, ma colonne d'acqua dai 10 ai 15 metri, anche laddove completamente contenute entro gli argini non possono essere mai sottovalutate”.  Le 209 persone assistite direttamente dalla protezione civile che sono state accolte nei 6 hub allestiti dai Comuni sono tutte rientrate nelle loro case alle prime ore del mattino.

“La circolazione atmosferica che ha interessato la regione - prosegue de Pascale - è risultata simile a quella del 2023, con piogge estremamente abbondanti e insistenti, in particolare sui bacini romagnoli. Ma a differenza di allora, questa volta il sistema ha tenuto, non si sono registrate tracimazioni né rotture arginali". Per il presidente è "un segnale importante, frutto anche degli interventi realizzati e sintomo dell'urgenza di realizzarne moltissimi altri. Continueremo a mantenere alta l’attenzione- chiude de Pascale- con monitoraggi sugli argini, controlli tecnici e raccordo costante con i territori, affinché la fase di ritorno alla normalità avvenga in piena sicurezza”.

I dati dell'Arpae mostrano l'imponenza delle precipitazioni scese sulle aree interessate: dal bacino dell'Idice nel bolognese al bacino del Lamone nel ravennate, si sono registrate precipitazioni puntuali superiori ai 150 mm in 48 ore. Significa più del doppio della pioggia che mediamente è scesa in tutto il mese di dicembre dal 1991 al 2020, quando le stazioni di collina-bassa montagna nella zona interessata varia tra i 70 e gli 85 millimetri.

Le previsioni mostrano che la tregua sembra continuare: domani non sono previsti fenomeni meteorologici significativi ai fini dell'allertamento. Ora a fare paura sono le frane sui versanti caratterizzati da condizioni idrogeologiche particolarmente fragili, a seguito delle precipitazioni pregresse.




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