Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito la medaglia d’argento al valore dell’Arma dei carabinieri al luogotenente Luciano Masini per il suo intervento del 31 dicembre 2024 a Villa Verucchio. Un gesto che, secondo la ricostruzione degli investigatori, evitò conseguenze ancora più gravi e che ora viene riconosciuto come atto di coraggio e di servizio.
La vicenda risale alla notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, quando un 23enne di origine egiziana, Muhammad Sitta, iniziò a vagare armato di coltello per le strade della cittadina romagnola, ferendo quattro persone prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Quando il maresciallo Masini si trovò di fronte l’aggressore cercò di fermarlo intimandogli di gettare l’arma. Il giovane però continuò ad avanzare brandendo il coltello e ignorando gli avvertimenti del militare. A quel punto il carabiniere esplose alcuni colpi di pistola: in totale furono dodici, alcuni di avvertimento e altri diretti contro l’aggressore, che venne colpito mortalmente.
Secondo le indagini della Procura di Rimini, il militare non ebbe alternative per fermare l’uomo e impedire che potesse colpire altre persone. Per questo motivo l’episodio è stato ricondotto alla legittima difesa, con l’archiviazione del procedimento aperto inizialmente come atto dovuto per eccesso colposo nell’uso delle armi.
Il fatto suscitò grande attenzione e un acceso dibattito pubblico, con numerosi attestati di solidarietà nei confronti del comandante della stazione dei carabinieri di Verucchio. Ora il riconoscimento del capo dello Stato arriva a sottolineare il valore dell’intervento del militare, avvenuto in una situazione di grave pericolo per la comunità.