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Medio Oriente, Ambasciate e consolati occidentali nel mirino. Condanna dell'Onu

15 set 2012
Medio Oriente, Ambasciate e consolati occidentali nel mirino
Medio Oriente, Ambasciate e consolati occidentali nel mirino
E’ ancora forte l’eco per quanto accaduto ieri in tutto il mondo islamico, con le proteste e le violenze contro il film anti Islam e contro l’occidente. Gli scontri più cruenti, davanti alle ambasciate, sono stati in Sudan, Egitto e Tunisia, il bilancio è di 8 morti e di decine di feriti. Quattro solo a Tunisi, dove la polizia ha organizzato una vasta operazione per trovare chi ha orchestrato gli incidenti: 28 gli arrestati. La protesta si è estesa fino in Australia, dove i manifestanti hanno chiesto la decapitazione per chi insulta il profeta, e alle Maldive. Oggi è arrivata la disapprovazione da parte del consiglio di sicurezza dell’Onu. “Condanniamo nella maniera più ferma – si legge nella nota delle Nazioni Unite – la serie di violenti attacchi contro le ambasciate e le altre sedi diplomatiche di Stati membri. Questi esprimono la loro forte preoccupazione, e ricordano che la vera natura delle sedi diplomatiche è pacifica, che il personale diplomatico tra le sue principali funzioni ha quella di promuovere il dialogo e la comprensione tra i diversi Paesi e la diverse culture”. Gli Stati Uniti in ogni caso stanno inviando forze militari per rispondere ai disordini: lo ha rivelato un magazine che ha intervistato il segretario alla Difesa Leon Panetta. Intanto però il ramo di Al Qaida nello Yemen ha esortato i musulmani ad uccidere i diplomatici americani, nel nome di una crociata dopo la diffusione del film su Maometto ritenuto blasfemo, e anche i talebani pakistani hanno rivolto un appello a tutti i giovani musulmani affinché si uniscano nella protesta.
E proprio a proposito di questo film che ha infiammato il mondo musulmano, è stato interrogato dall’Fbi l’uomo considerato l’autore della pellicola incriminata, dal titolo “Innocence of Muslims”. Poco dopo la mezzanotte, Nakoula Basseley Nakoula, questo il suo nome, è stato prelevato dalla sua abitazione dal vice sceriffo della contea di Los Angeles: è uscito a volto coperto, poi un’autombile lo ha portato via. La polizia ha precisato che l’uomo non è in stato di fermo e che si è presentato spontaneamente. A realizzare il film sarebbe stato niente meno che un regista di film porno, Alan Roberts, e ad introdurlo alla regia sarebbe stato proprio Nakoula. Costui è stato condannato in passato per truffa, la sentenza gli impediva di usare computer e internet, ecco perché si sarebbe inventato lo pseudonimo di Sam Bacile per pubblicare spezzoni del film. Anche se c’è chi sostiene che il film fosse già esistente quando fu arrestato. Proprio l’uso della rete potrebbe rimandarlo in carcere, la giustizia americana indaga per verificare se abbia violato i termini della libertà vigilata concessagli.