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Melanoma e tumori della pelle: come riconoscerli e quali segni non sottovalutare secondo l'esperta

Ecco quali sono i fattori di rischio, come individuare lesioni sospette e perché la diagnosi precoce può fare la differenza.

di Silvia Fabbri
13 dic 2025
La Dott.ssa Roberta Giuffrida
La Dott.ssa Roberta Giuffrida

I tumori maligni della pelle sono tra le neoplasie più frequenti nella popolazione adulta, e la loro incidenza è in costante aumento. Riconoscere precocemente le lesioni sospette e adottare corrette strategie di prevenzione è fondamentale.
Per fare chiarezza sui principali tipi di tumori cutanei maligni, sui fattori di rischio, sui comportamenti di protezione più efficaci e sulla diagnosi precoce, abbiamo intervistato la Dott.ssa Roberta Giuffrida, dermatologa, ricercatrice dell’Università di Messina e componente del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST).

Quali sono i tumori maligni della pelle più comuni e come si presentano?
I tumori cutanei maligni sono un gruppo eterogeneo di neoplasie che originano dalle diverse cellule della pelle e rappresentano, complessivamente, i tumori maligni più frequenti nella popolazione adulta. Si distinguono in:

  • Tumori non-melanocitari, tra cui rientrano il carcinoma basocellulare e il carcinoma squamocellulare;
  • Tumori melanocitari, rappresentati dal melanoma.

Il carcinoma basocellulare è il più comune: nasce dalle cellule dello strato basale dell’epidermide e si presenta come una lesione piana o rilevata, spesso perlacea e talvolta ulcerata.
Il carcinoma squamocellulare deriva dai cheratinociti più superficiali: si manifesta come una placca o un nodulo più o meno ipercheratosico, spesso con tendenza al sanguinamento. Rispetto al basocellulare, se non trattato, può avere un comportamento più aggressivo e dare metastasi, soprattutto ai linfonodi loco-regionali.
Il melanoma è il tumore maligno della cute per eccellenza: origina dai melanociti (le cellule che producono la melanina) e può svilupparsi da un neo pre-esistente (“melanoma associato a nevo”) o su cute sana (“de novo”). Può manifestarsi come una macula, una papula o un nodulo, spesso iperpigmentati, e tende a modificarsi nel tempo per colore, dimensioni o forma. È il tumore cutaneo più temibile per la sua elevata capacità metastatica.

Quali fattori aumentano il rischio di sviluppare un tumore cutaneo maligno?
Il rischio di sviluppare un tumore maligno della cute dipende dall’interazione tra fattori genetici e ambientali. Tra i fattori modificabili, il più importante è l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV): le scottature solari ripetute - soprattutto in età giovanile -, la fotoesposizione cronica e l’uso di lettini abbronzanti aumentano in modo significativo la probabilità di insorgenza di neoplasie cutanee.
Anche il fototipo gioca un ruolo rilevante: le persone con pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi o rossi sono più suscettibili ai danni da raggi UV.
Contribuiscono inoltre la familiarità per melanoma, la presenza di numerosi nei o nei atipici e le condizioni di immunosoppressione, come quelle legate a terapie immunosoppressive o a trapianti d’organo. Un ruolo importante è svolto anche dall’esposizione professionale a sostanze cancerogene. Infine, l’età avanzata e la precedente storia di tumori cutanei rappresentano ulteriori fattori che aumentano la probabilità di sviluppare la malattia.

Quali comportamenti possiamo adottare ogni giorno per proteggerci dai tumori maligni della pelle?
La prevenzione quotidiana dei tumori cutanei maligni si basa soprattutto sulla protezione dai raggi UV. È importante usare ogni giorno, anche in inverno, una protezione solare ad ampio spettro, riapplicandola quando si sta all’aperto a lungo. Vanno inoltre evitati il sole nelle ore centrali della giornata e i lettini abbronzanti. Indossare cappello, occhiali da sole e abiti che coprano le aree più esposte aiuta a ridurre in modo significativo i danni da esposizione ai raggi UV.
Un altro comportamento fondamentale è l’auto-osservazione della pelle: conoscere i propri nei e controllare periodicamente eventuali cambiamenti consente di individuare tempestivamente lesioni sospette.
Infine, è consigliabile effettuare regolarmente una visita dermatologica, soprattutto per chi presenta fattori di rischio o una storia personale di tumori cutanei.

Che cosa rende il melanoma diverso dagli altri tumori maligni della pelle?
Il melanoma è diverso dagli altri tumori della pelle per il suo comportamento biologico. Nasce dai melanociti, cellule che possono dare origine a lesioni molto eterogenee nell’aspetto, e presenta una capacità di crescita e diffusione nettamente superiore rispetto ai carcinomi cutanei più comuni. Mentre il carcinoma basocellulare tende a essere localmente invasivo e quello squamocellulare metastatizza più tardivamente, il melanoma può diffondersi anche nelle fasi iniziali. È questa aggressività intrinseca, unita alla grande variabilità clinica, a renderlo il tumore cutaneo più temibile.

Perché è fondamentale riconoscere e trattare il melanoma il prima possibile?
Riconoscere e trattare il melanoma il prima possibile è fondamentale, perché la sua prognosi dipende in modo diretto dalla profondità e dall’estensione della lesione al momento della diagnosi. Nelle fasi iniziali il melanoma è ancora confinato agli strati superficiali della pelle e può essere trattato efficacemente con un approccio chirurgico appropriato, che consente l’asportazione completa della lesione.
Quando invece la neoplasia invade i piani più profondi e raggiunge i vasi linfatici o sanguigni, aumenta in maniera significativa la probabilità di disseminazione metastatica.
In questi stadi avanzati la gestione diventa più complessa e richiede trattamenti sistemici, con una prognosi meno favorevole. La diagnosi precoce permette quindi interventi più efficaci, con maggiori possibilità di guarigione.





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