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Nel porto di Rimini Seabin, il cestino "aspira plastica"

I dispositivi utilizzati nell’ambito del progetto LifeGate PlasticLess possono catturare circa 1,5 kg di detriti galleggianti al giorno

di Monica Fabbri
2 set 2019
La prova del dispositivo
La prova del dispositivo

Un mare più pulito: non solo un sogno ma una battaglia in difesa dell'ambiente da oggi visibile anche nel porto di Rimini. Il piccolo cestino aspira rifiuti invia, galleggiando, il suo monito. Seabin raccoglie ma il lavoro, quello vero, spetta ai cittadini. “Sicuramente chi lo vede – spiega l’Assessore all’Ambiente e allo Sviluppo sostenibile di Rimini, Anna Montini - si rende conti di cosa è in grado di raccogliere e probabilmente entra nella sua testa un segnale di maggiore attenzione nei confronti degli oggetti che usiamo tutti i giorni. Non deve essere una lotta nei confronti della plastica in sé - precisa - ma contro lo spreco”.

Un passo ulteriore per una Rimini plastic free, dopo l'integrazione nell'ordinanza balneare regionale del divieto sulle spiagge di bicchieri e cannucce monouso. Un lavoro di squadra fra gli sponsor – in questo caso Volvo – l'associazione di volontariato “Ama il mare”. Un dispositivo è in grado di catturare oltre mezza tonnellata di rifiuti all’anno comprese le microplastiche, sempre più diffuse e pericolose che, ingerite dai pesci, entrano nella nostra catena alimentare. “Servono anche azioni di sensibilizzazione delle nuove generazioni” – afferma il Comandante della Capitaneria di Porto di Rimini Pietro Micheli. “Proprio per questo – aggiunge - il corpo delle capitanerie di porto ha stipulato un apposito protocollo d'intesa con il ministero dell'ambiente dal nome “Guardia Costiera plastic free”, per sensibilizzare i giovani al rispetto del mare”.


Nel servizio le interviste a Anna Montini, Assessore all’Ambiente e allo Sviluppo sostenibile di Rimini e Pietro Micheli, Comandante della Capitaneria di Porto di Rimini