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"Nessuno stravolgimento da Civico10 e Ssd": soddisfatto il Comitato promotore del Pdl su procreazione cosciente e responsabile e legalizzazione dell’Igv

Sull'Omelia del Vescovo Turazzi, intanto, scoppia il dibattito social

4 set 2019
Il comitato promotore
Il comitato promotore

“Abbiamo valutato positivamente come non vi sia uno stravolgimento della legge”: è soddisfatto degli ultimi due incontri, avuti rispettivamente con Civico10 ed Ssd, il Comitato promotore del Pdl “Norme in materia di procreazione cosciente e responsabile e per la legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza”.

In una nota riferisce della piena condivisione registrata sulla parte relativa alla “prevenzione, sull’educazione sessuale ed affettiva nelle scuole, sulla centralità dell’impegno pubblico di informazione ed assistenza tramite l’ISS, la possibilità di strutture convenzionate, il mantenimento della libertà di scelta fino alla dodicesima settimana e nei periodi successivi nei casi limite”.

Mossi invece sull'autorizzazione alle minorenni e sull’obiezione di coscienza i rilievi maggiori da parte dei due alleati di Governo, “ma l’atteggiamento di ascolto ed un confronto sereno – precisa il Comitato - hanno consentito di arrivare comunque ad una possibile sintesi anche su questi punti”. Unanime l'auspicio di riuscire a portare il testo in Commissione entro settembre. Ribadita la disponibilità in tal senso da parte di Marica Montemaggi, Presidente della Commissione I, il Comitato attende ora anche l'eventuale apertura di Emmanuel Gasperoni in qualità di Presidente della Commissione IV. Il testo è stato infatti assegnato ad entrambe.

Temi etici ed interruzione volontaria di gravidanza che hanno trovato spazio anche nell'Omelia del Vescovo di San Marino-Montefeltro, ieri, in occasione della Messa solenne per il 3 settembre. Parole che non sono passate inosservate e hanno trovato ampia eco sui social: c'è chi ne ha apprezzato l'equilibrio e l'intento costruttivo e non persecutorio, soprattutto nel passaggio in cui, a prescindere dall'esito del dibattito, promette l'impegno della Chiesa a fare il possibile per tutelare la maternità, i diritti del nascituro, a sostenere programmi educativi tra i giovani in chiave prevenzione. Di contro altri non hanno gradito il richiamo a certi temi dal pulpito della Pieve, ritenendolo un tentativo di ingerenza sulla decisione finale, una mossa politica, un modo furbesco di fare propaganda clericale sulla questione.