Non è mai passata di moda: la bicicletta rivive gli antichi splendori

28 lug 2009
Non è mai passata di moda: la bicicletta rivive gli antichi splendori
Ferrara lo ha scritto nei cartelli che segnalano l’ingresso: "Città della Bicicletta". Fregiandosi così del titolo di capitale di chi si muove su due ruote. Parma, è stata ribattezzata "la piccola Pechino" in virtù dell’uso intensivo di biciclette per andare a scuola e al lavoro, ma anche per svago o per una piacevole vasca in centro. Non son da meno Cesena, Forlì, Rimi o Riccione. Insomma quella di viaggiare spingendo sui pedali è un’abitudine consolidata in Emilia Romagna, terra tempestata di fabbriche di biciclette, alberghi per cicloturisti e adeguate piste ciclabili, con siti internet che suggeriscono percorsi e collegamenti. La bicicletta, celebrata anche da Olindo Guerrini, o dagli articoli di don Francesco Fuochini, fa parte del Dna dei romagnoli, dei suoi sportivi. A certificarlo è anche Alfredo Oriani, grande scrittore e grande amante della bicicletta, che le ha dedicato anche uno dei suoi ultimi lavori: una raccolta di novelle. Suo nonno vendeva biciclette a Casola Valsenio “quando – scrive Oriani – era ancora l’unico mezzo per affrontare le distanze anche lassù, in mezzo alle montagne”.
Pedalare, dicono i medici, alza il metabolismo, rafforza il sistema immunitario e quello cardio-vascolare, senza tralasciare la capacità respiratoria. E’ anche un ottimo rimedio per combattere l’osteoporosi e contrastare la tanto odiata “cellulite”. Ma allo stesso tempo può essere un ottimo “antistress”, la chiave per ricaricare energie e aumentare la fiducia in sé stessi. C’è chi afferma che consente di restare giovani, nella mente e nel cuore e, di conseguenza, di essere più felici. Anche il New York Times in un sondaggio ha riscontrato che gli “amanti” della due ruote sono sempre in aumento, e la Green Economy di Barack Obama cita i vantaggi dei pedali, conferendo alla bicicletta il titolo di mezzo di trasporto controcorrente, ecologico, allegro e col sapore del vecchio romanticismo, in un’epoca fatta invece di velocità e di rumori. Insomma un mezzo sinonimo di libertà, o, per dirla con le parole di Oriani: “la bicicletta siamo noi, che vinciamo lo spazio e il tempo: soli, senza nemmeno il contatto con la terra che le nostre ruote sfiorano appena”.

Sergio Barducci