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Il nuovo direttore Generale dell’ISS promette cinque nuove sale operatorie entro il 2008

13 ago 2007
Il nuovo direttore Generale dell’ISS promette cinque nuove sale operatorie entro il 2008
Nuovi percorsi assistenziali, un dialogo aperto con i professionisti della sanità sammarinese e cinque sale operatorine. Sono i tre ingredienti fondanti di quella che potremmo chiamare “la cura Pasini”. Il neo direttore generale dell’ISS, infatti, annuncia il completamento del lavoro della commissione tecnica preposta a valutare e selezionare le offerte, sfociato in una proposta formale di aggiudicazione dei lavori per le nuove sale operatorie, che sarà sottoposta al Congresso di Stato. L’intervento prevede 5 nuove sale chirurgiche completamente attrezzate ed accreditabili, in linea cioè con gli standard delle altre realtà sanitarie. La prima tranche potrà essere consegnata già entro il 2008, se i lavori verranno avviati, come si prevede, entro la fine di quest’anno.
Un intervento che si affiancherà al mantenimento delle attuali sale operatorie e alla realizzazione della nuova area di degenza chirurgica e di Day Surgery, per la quale saranno stanziati 700 mila euro: inizio lavori nel 2008.
Per un rilancio della struttura ospedaliera sammarinese però – constata la direzione generale – gli interventi tecnologici non bastano, servono nuove relazioni e nuovi percorsi professionali, una migliorata comunicazione interna ed una integrazione dei servizi; in una parola, una maggiore coesione e condivisione. Per questo ill piano sanitario che si discuterà in autunno, sarà un accordo tra professionisti, un dialogo tra dipartimenti, reparti e strutture territoriali. Intanto si interviene sui percorsi assistenziali integrati, compresi quelli oncologici, per definire i protocolli che riguardano il paziente dall'accoglienza alla dimissione. Dopo l’estate si introdurrà la cosiddetta dimissione protetta, con la presa in carico del paziente da parte dei servizi territoriali, sanitari e sociali, per chi necessiti di elevata tutela assistenziale, insieme al trattamento congiunto integrato, per quei pazienti cronici, come, ad esempio i diabetici, che devono vedere una integrazione fra la medicina del territorio e quella ospedaliera.