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Operazione "Zio Frank": in carcere la Carattoni e il convivente

14 set 2006
Indagine condotta dai Carabinieri
Indagine condotta dai Carabinieri
Tre mesi di indagini, a cavallo tra il 2004 e il 2005, ma il blitz in mezza Italia per smantellare il giro di coca e hashish è scattato ieri mattina alle 5. Nel frattempo, 7 dei 18 ricercati si erano trasferiti tra la Puglia, il Ravennate e Novafeltria. Questa volta il capo della banda, Francesco Demarzio, 42enne di Gravina di Puglia residente a Riccione e la sua convivente, la 40enne sammarinese Rachele Carattoni, sono finiti dietro le sbarre. Sono loro, secondo gli inquirenti, i boss che muovevano le montagne di stupefacenti che arrivavano nel barese, probabilmente dall’Albania, prima di partire per la Romagna. Ai due che erano già stati fermati un anno fa, sempre per droga, furono concessi gli arresti domiciliari, ma i Carabinieri non li hanno mai persi di vista. Quella volta l’arresto scattò dopo la denuncia fatta da un albergatore riminese, il cui figlio 22enne era stato pesantemente minacciato dopo essersi indebitato fino ai capelli acquistando cocaina. Allora i Carabinieri parlarono di criminali abituati a metodi violenti verso chi, piccoli spacciatori o assuntori, non era in grado di far fronte al pagamento della cocaina. Vere e proprie spedizioni punitive con rapine, estorsioni, pestaggi, addirittura un tentato sequestro e un accoltellamento. Un gruppo pericoloso al punto da indurre le vittime all’omertà: nessuna di queste, con l’unica eccezione dell’albergatore, nonostante l’evidenza delle prove raccolte durante le indagini, ha avuto il coraggio di denunciarli. Anche questa volta l’indagine è partita dalla denuncia di due tossicodipendenti, impauriti dalle continue minacce ricevute per saldare i loro debiti.