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Peste suina, quali sono i rischi? Le risposte alle domande più diffuse

Gli esperti del Ministero della Salute rispondono alle domande più frequenti

14 mag 2022
Peste suina, quali sono i rischi?  Le risposte alle domande più diffuse

Preoccupa l’avanzata in Italia della peste suina africana, dove tra Piemonte, Liguria e Lazio si sono registrati oltre 115 casi. Secondo le stime di Coldiretti, sono 2,3 milioni i cinghiali presenti nel nostro Paese, sono proprio loro a rappresentare il principale veicolo di questo virus. Ma cos’è esattamente? È pericoloso per l’uomo? Perché preoccupa tanto? Gli animali domestici possono contagiarsi? Gli esperti del Ministero della Salute rispondono alle domande più frequenti

Che cos'è la peste suina africana, è pericolosa per l’uomo?
La Peste suina africana (PSA) è una malattia virale che colpisce suini e cinghiali. Considerata altamente contagiosa e spesso letale per gli animali questa malattia non è, invece, trasmissibile all’uomo né attraverso il contatto diretto con animali malati, né tramite alimenti di origine suina. L’uomo può però essere veicolo di trasmissione del virus attraverso la contaminazione di veicoli, indumenti, attrezzature, cibo di origine o contenente carne suina, anche stagionata. Non esistono vaccini né cure specifiche, per questo motivo genera serie conseguenze socioeconomiche nei Paesi che ne sono affetti. Il virus può sopravvivere vari mesi nell'ambiente circostante e nelle carcasse di animali infetti. Il processo di affumicatura del maiale non sempre lo distrugge.

Quali sono i sintomi della peste suina africana?
Il modo in cui si manifesta la peste suina può variare e non sempre i sintomi sono facilmente riconoscibili. In genere, gli animali infetti muoiono nell'arco di 10 giorni e mostrano tutte o alcune delle seguenti caratteristiche:
- febbre
- perdita di appetito
- debolezza del treno posteriore con conseguente andatura incerta
- difficoltà respiratorie e secrezione oculo-nasale
- costipazione
- aborti spontanei
- emorragie interne
- emorragie evidenti su orecchie e fianchi



Come si trasmette
Suini e cinghiali si possono infettare pascolando o venendo a contatto con altri animali infetti, mangiando carni o scarti e frattaglie contaminate. O anche, semplicemente, venendo a contatto con oggetti infetti. La circolazione di animali ammalati, i salumi o gli insaccati realizzati con carni infette e lo smaltimento illegale di carcasse sono tra le cause più frequenti della diffusione della peste suina. Il virus resiste per mesi all'interno dei salumi contaminati.

Dove è diffusa in Italia la PSA?
Diversi casi sono stati registrati in Piemonte, Liguria e adesso anche nel Lazio dove sono state adottate misure per contenere la diffusione del virus.

I prodotti a base di carne suina possono nuocere alla nostra salute?
Poiché il virus della peste PSA non è trasmissibile all’uomo, i prodotti a base di carne suina possono essere consumati in sicurezza. Tuttavia, i rifiuti devono essere correttamente smaltiti.

Perché è importante controllare la PSA?
La malattia, pur non rappresentando un pericolo sanitario per l’uomo, è causa di un importante impatto socioeconomico nei Paesi colpiti in quanto è causa di ingenti perdite a carico del settore zootecnico suinicolo. Le norme europee, al fine di eradicare e controllare la diffusione della malattia, prevedono l’abbattimento dei suini domestici in cui è stato riscontrato il focolaio e il blocco delle movimentazioni e commercializzazione al di fuori dell’area infetta, compresa l’esportazione, dei prodotti a base di carne suina provenienti dalle aree focolaio. Basti pensare al potenziale danno economico conseguente all’esportazione dei prosciutti e di altri salumi ed insaccati italiani riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

Come ci si deve comportare per evitare di trasmettere il virus?
È indispensabile adottare una serie di comportamenti corretti e di precauzioni per prevenire la diffusione della malattia. Li riportiamo sinteticamente indirizzati a diverse tipologie di utenti.
Per tutti:
- non portare in Italia dalle zone infette (del nostro o di altri Paesi dell’Unione Europea o Paesi Terzi) prodotti a base di carne suina o di cinghiale, quali, ad esempio, carne fresca e carne surgelata, salsicce, prosciutti, lardo, che non siano etichettati con bollo sanitario ovale
- smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei e chiusi e non somministrarli per nessuna ragione ai suini domestici o ai cinghiali
- non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali
- informare tempestivamente i servizi veterinari del ritrovamento di una carcassa di cinghiale
Per i cacciatori:
- pulire e disinfettare le attrezzature, i vestiti, i veicoli e i trofei prima di lasciare l’area di caccia
- eviscerare i cinghiali abbattuti solo nelle strutture designate
- evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato
Per gli allevatori:
- rispettare le norme di biosicurezza, in particolare il cambio di abbigliamento e calzature quando si entra o si lascia l’allevamento e scongiurare i contatti anche indiretti con cinghiali o maiali di altri allevamenti
- notificare tempestivamente ai servizi veterinari sintomi riferibili alla PSA e episodi di mortalità anomala

Gli animali domestici possono contagiarsi?
Cani e gatti non corrono alcun rischio ma bisogna evitare che vengano a contatti con animali ammalati, o che possano avere accesso ad allevamenti di suini familiari, perché possono essere veicolo di trasmissione del virus.

Benedetta de Mattei




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