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Potrebbe allargarsi l'inchiesta che ha portato alle perquisizioni alla Seven Eleven di Rovereta

25 apr 2012
San Marino - Potrebbe allargarsi l'inchiesta che ha portato alle perquisizioni alla Seven Eleven di Rovereta
San Marino - Potrebbe allargarsi l'inchiesta che ha portato alle perquisizioni alla Seven Eleven di Rovereta
Non c'è solo la Seven Eleven nel mirino degli inquirenti forlivesi ma altre società potrebbero essere coinvolte nei prossimi giorni. L'accusa è quella di frode fiscale e di falsa fatturazione. Negli scatoloni sequestrati a Rovereta, nella sede dell'azienda ci sarebbero finiti documenti di altre società, che per la magistratura sarebbero, in qualche modo collegate. Fatture per diversi milioni di euro, riferite a sponsorizzazioni sportive, legate a team automobilistici, sui quali il tribunale forlivese intende vederci chiaro. L'amministratore della Seven Eleven, Giorgio Manuzzi, originario di Cesena, è un imprenditore di successo, molto noto nel settore, partner di grandi eventi sportivi. Risulta anche come rappresentante legale della Overseas Boat Rental, che ha la sede sempre nel centro direzionale La Piazza, di Rovereta, dove ieri si è svolta la perquisizione, condotta dal Commissario della legge, Rita Vannucci, alla presenza del Procuratore forlivese, Fabio Di Vizio, e del Comandante del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Forlì. E' la prima volta che le fiamme gialle entrano ufficialmente in Repubblica. Presente anche il Procuratore Capo di Forlì, Sergio Sottani, che da Perugia aveva condotto casi importanti come Sanitopoli e il filone umbro sulla P4. Sottani era già entrato in contatto con San Marino indagando sulle vicende che hanno coinvolto l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso. Apprezzato, da Di Vizio, il provvedimento giudiziario, che ha consentito la collaborazione effettiva fra le magistrature dei due Paesi, pur nel rispetto delle previste procedure. Un atto interpretato come il segno della trasparenza enunciata nelle recenti norme. E' sereno il segretario della Dc, Marco Gatti, presidente della Commissione Antimafia, nel cui studio professionale i magistrati hanno raccolto la documentazione fiscale della Seven Eleven. "Nell'esercizio della professione – ci ha dichiarato - può capitare di rappresentare clienti che possono incorrere in alcuni problemi. Il nostro compito – ha aggiunto – è quello di essere sempre collaborativi con le autorità di vigilanza e il tribunale, e così è stato". Marco Gatti ricorda come il Tribunale porti avanti spesso azioni di questo tipo: "L'importante - afferma - è essere a posto con il proprio lavoro e con la propria deontologia e per questo - conclude - sono assolutamente sereno". Nel video l'intervista a Marco Gatti

Sergio Barducci