"Donne che cambiano il mondo", 17 testimonianze, candidate con il contributo di associazioni, rete consolare e diplomatica, Università, semplici cittadini. Quarta edizione, che l'Associazione Emma Rossi dedica al 70esimo anniversario dell'Istituto di Sicurezza Sociale e al principio di una sanità pubblica, universalistica e gratuita, indirizzando così la selezione a donne impegnate nell'ambito dell'assistenza sanitaria, socio-sanitaria, umanitaria e della ricerca scientifica, cogliendo così in pieno il cuore dell'azione politica e umana di Emma Rossi. Giuria d'eccezione con Bianca Caruso, Anna Castellucci e Maria Luana Stacchini, presieduta dalla Rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni.
Premio all'immunologa Francine Ntoumi della Repubblica del Congo, su proposta dal Console Onorario Marcello della Corte. “Sono una ricercatrice - racconta - ed è molto difficile farlo nel mio Paese. Mancano fondi per la ricerca in Africa e tanto più in Congo. Basti pensare che le donne rappresentano solo il 12% delle ricercatrici. Quindi essere una donna che fa ricerca rappresenta ogni giorno una lotta. Innanzitutto, una lotta di genere perché devo combattere contro i pregiudizi, devo dimostrare che il mio lavoro porta dei risultati concreti ed è una lotta perché devo effettivamente produrre dei risultati da esibire ai nostri governi perché poi stanzino dei fondi. Quindi è davvero una lotta duplice: una lotta di genere e una lotta per combattere anche le malattie che affliggono il Paese”.
Apprezzamento dal Segretario alla Sanità, Massimo Andrea Ugolini, mentre il Segretario alla Cultura, Teodoro Lonfernini, presenta il Premio, la giuria e l'attività dell'Associazione alla Reggenza, richiamando l'importanza di dare continuità alle battaglie di Emma Rossi per “una scuola inclusiva, un welfare moderno, la tutela di chi non ha voce”. La Presidente Patrizia Busignani torna sul tema del Premio e sull'obiettivo: “far uscire dall'ombra l'esperienza delle 17 candidate a rappresentare tutte le donne protagoniste del cambiamento, attraverso la quotidianità di gesti di accoglienza e cura dei vulnerabili, disabili, vittime di violenza, anziani soli, profughi. Al di là della provenienza: “ll nostro occhio con questo Premio si proietta proprio per la sua dimensione internazionale anche al di fuori dei confini della Repubblica - spiega la Busignani - e le candidate provengono, oltre che da San Marino, dalla Repubblica del Congo, dall'Italia, dalla Gran Bretagna, dall'Argentina e da Gaza”.
Dai Capitani Reggenti, Alice Mina e Vladimiro Selva, arriva il plauso al lavoro dell'Associazione nel tenere vivo il lascito di Emma Rossi. Ricordando i principi fondanti dell'ISS, guardano al tema del Premio: “in un tempo segnato da sfide sociali complesse, la cura della persona e il progresso della scienza non sono semplici professioni, ma altissime forme di servizio al bene comune e alla pace”.
Nel video le interviste a Francine Ntoumi, immunologa e a Patrizia Busignani, Presidente Associazione Emma Rossi