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Programma di Governo: al centro la persona fra congedi di paternità, tutele e nuovi permessi

di Monica Fabbri
11 gen 2020
@pxhere
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Quella alla famiglia è una delega nuova che trova nella centralità della persona il suo cardine. “Famiglia come perno della coesione sociale” e “la persona al centro” sono del resto capitoli del programma di Governo, nella sfida verso un nuovo modello di Stato Sociale. L'analisi parte da una crisi che ha prodotto nuove sofferenze come disoccupazione, povertà, disuguaglianze, oltre ad una diminuzione delle risorse con ricadute negative proprio sullo stato sociale. Occorre ripensare – si legge – il welfare, rimettendo al centro persona, legami familiari, del volontariato, delle associazioni, fino alle stesse imprese.

Persona al centro come elemento imprescindibile, ribadisce il Segretario con delega alla famiglia Massimo Andrea Ugolini, che guarda a tutele a tutto tondo fin dalla nascita, con permessi a neo papà e per l'assistenza agli anziani. Tra gli interventi: l'estensione degli assegni familiari a partire dalla certificazione della gravidanza e congedo di paternità retribuito di almeno 10 giorni lavorativi nell'imminenza del parto con la possibilità di due mesi di congedo retribuito alle stesse condizioni di quello della madre. Una visione complessiva dell'individuo che non si limita all'inizio della vita ma che guarda oltre, prevedendo un certo numero di permessi di congedo all'anno per l'assistenza ad un parente o ad una persona che vive nella stessa famiglia con gravi problemi di salute o infermità. Verrà avviato un gruppo di lavoro specifico – spiega Ugolini - per approfondire anche il tema del diritto alla casa, questione che s'intreccia con il problema degli NPL. La sua delega richiederà quindi il coordinamento con le altre Segreterie in una visione corale del Congresso.

Va da sé che sul concetto di famiglia le forze della nuova maggioranza partono da posizioni diverse e la sfida sarà trovare equilibri sostenibili fra tutte le sensibilità. Nel programma si fa esplicito riferimento a dialogo e approfondimento oltre la logica dei numeri e delle maggioranze dato che gli interventi – si legge - chiamano in causa l'essenza stessa della natura umana come dignità e libertà.