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PRONTI, VIA! - Editoriale del Dg Carlo Romeo

24 feb 2018
PRONTI, VIA! - Editoriale del Dg Carlo Romeo
Ultimo weekend di una campagna elettorale che in molti momenti ricordava il "Venghino siori venghino" dei mercati di paese di una volta. In alcuni banchi più rumorosi degli altri, le balle spaziali che si sono sentite facevano pensare? più? a un Maurizio Crozza ormai padrone della politica italiana, infiltratosi in incognito fra i venditori?, che a una vera campagna elettorale?.
Brutta campagna?, questa, e su questo sono d'accordo tutti, ?anche se il segnale di un forte gradimento del basso profilo di Paolo Gentiloni - dopo i fuochi artificiali di Renzi - non è da sottovalutare. Ermete Realacci che lo conosce da una vita, quando Gentiloni è salito a palazzo Chigi, lo raccontò in una semplice frase. "Paolo è una persona - disse in quella occasione - che se deve dare del cretino a qualcuno può anche metterci mezz'ora". Vecchia scuola, ma ancora più efficace di questi tempi dove la gente ha bisogno di certezze e gli scontri violenti fra tifoserie politiche spaventano i più.??
Come finirà? Credo nessuno possa dirlo oggi con esattezza, anche perché credere ai sondaggi è sempre molto rischioso?,? per tante ragioni. Unica certezza potrebbe essere un partito dell'astensione che va in testa alle classifiche, anche se poi se non si va a? vota?re? è difficile lamentarsi di quello che succede?.? Astenersi, ??oltre tutto?,? è sempre e comunque una forma di voto per tutti gli altri e in ogni caso l'?unica cosa certa è che se l'Italia non dà un segnale di solidità, stabilità e credibilità sarà difficilissimo ottenere credito e crediti a livello internazionale.
?Nessuno ?può sapere dunque come andrà a finire, anche perché moltissime persone decideranno nelle ultime ore il da farsi. Il Parlamento è? in ogni caso? il cuore di ogni democrazia e ?sarebbe? sempre un errore sottovalutarlo? e sottovalutarne la piena e totale responsabilità, andando poi a rappresentare non solo chi ci ha dato il voto ma - come vuole la Costituzione italiana - l'intera comunità, compresi anche e soprattutto coloro che non hanno votato per noi, perché questa è la differenza fra una democrazia vera e una democrazia corporativa o peggio ancora una convention di esperti nel voto di scambio.
"Onorevole", almeno per chi riconosce questo aggettivo, vuol dire degni di onore e l'onore non è roba che si compra al mercato o in tv, men che meno in politica. L'unica volta, ?per inciso, ?che il sottoscritto ha rischiato di finire a Montecitorio è stato nel 1992, quando ?risultai? primo de?i non? eletti dopo la Bonino a Roma, mentre dopo Emma, eletta anche a Napoli, ?primo dei non eletti era? Elio Vito. Uno dei due doveva entrare e ricordo bene come scelsi,? motivandolo pubblicamente?, nonostante avessi avuto più voti? di Elio?, di rinunciare per tante ragioni alla corsa con lui. Elio ?Vito ?entrò per la prima volta in quella occasione in Parlamento,? divenendo poi, nelle numerose legislature che seguirono, uno dei migliori parlamentari italiani.? N?on mi sono mai pentito, neppure per un momento?, di quella scelta, ?sapendo ?bene che razza di impegno fosse e come ?in quel momento non fosse possibile per me? affrontarlo ?al meglio?. Ero diventato padre da pochissimo e Elio in più aveva una esperienza nei banchi del Comune di Napoli che sarebbe stata preziosa, mentre io facevo il giornalista. Fare il parlamentare?, insomma, è una cosa molto seria e dieci anni da parlamentarista negli anni '80, fra gli Andreotti e i Berlinguer, i Craxi e gli Almirante solo per citarn?e alcuni, me lo avevano insegnato molto bene. ?Non è qualcosa che vada sottovalutato, insomma, il lavoro di parlamentare, come credo abbiamo dimostrato molto bene con Sergio Barducci e il nostro Hotel Nazionale?, raccontando quei parlamentari che lavorano al meglio ogni giorno nelle commissioni e in aula e di cui non si parla mai abbastanza.
Non si sa, dunque, cosa succederà dopo il voto, ma spero vivamente che chi ci ?andrà? abbia la coscienza che i luoghi dove si compie la democrazia sono sacri e vanno rispettati. Non mi era mai capitato fra l'altro ?di sentirmi chiedere così tante volte? come in questi giorni ?come avrei votato io. Mai avuto problemi in merito a dirlo??, sia chiaro?. Non c'è nessuna legge infatti che impedisca di dichiarare il proprio voto, essendo questo un segno chiaro di responsabilità e di democrazia. Non ho quindi nessuna difficoltà, nella remotissima ipotesi possa interessare a qualcuno anche qui, nel dire che voterò anche questa volta come ho sempre votato, da europeista convinto. Conosco bene la mia antica capolista Emma e molti di quelli che sono con lei. So la stima di cui gode all'estero e il contributo che può essere dato con il rigore che arriva da lei e da loro e attraverso lei e loro da Marco Pannella. Voterò, quindi - e ripeto, semmai interessasse anche qui a qualcuno - come sempre ho fatto, anche se questa volta senza preferenze e dall'estero. Ciò detto, ?i?n questo momento ribadisco però come a mio avviso? sia ?molto più ?importante andare comunque a votare?. Votare? qualsiasi schieramento?,? votare secondo coscienza, identità e responsabilità, scegliendo quelle persone, di qualsiasi parte siano, che sappiano appunto rappresentare il proprio incarico con onore. Parola vecchia questa, ma che ha ancora un grande peso e che vuol dire semplicemente fare la propria parte fino in fondo, costi quello che costi.

cr