GIUSTIZIA

Quando un giudice deve indagare un altro giudice: eccezione di incostituzionalità di fronte al Collegio Garante

E' stata sollevata dai Commissari della Legge inquirenti Volpinari e Di Bona in un procedimento per diffamazione contro l'ex Magistrato Dirigente Pierfelici

Prima udienza Pubblica del Collegio Garante nella sua nuova composizione. In esame l'eccezione di incostituzionalità sollevata da due commissari della legge inquirenti in relazione a un'indagine che riguarda l'ex magistrato dirigente Valeria Pierfelici.

Quando un magistrato deve indagare su un altro magistrato e il tribunale, come a San Marino, è unico, valgono comunque le regole generali del processo, come per tutti gli altri cittadini? I commissari della legge Antonella Volpinari e Laura Di Bona hanno sollevato l'eccezione a dicembre 2019 quando erano titolari delle indagini avviate con la denuncia per diffamazione di Stefania Lazzari nei confronti dell'ex magistrato dirigente Valeria Pierfelici. Nel frattempo il Giudice per la terza istanza Vitaliano Esposito ha accolto la richiesta di astensione presentata da entrambe le inquirenti. Il Procuratore del Fisco Roberto Cesarini ha chiesto di dirimere la questione ricordando che, in una eccezione analoga sollevata da un Commissario della Legge Giudicante, il Collegio aveva sollecitato il Consiglio Grande e Generale a legiferare in materia entro un termine che scade il prossimo 11 maggio. L'Avvocatura dello Stato, rappresentata da Barbara Reffi, ha chiesto invece l'inammissibilità o il rigetto del ricorso poiché l'ordinamento sammarinese prevede l'intercambiabilità dei giudici e quindi in caso di ricusazione o astensione possono essere sostituiti da un altro magistrato operante nel Tribunale, anche se svolge funzioni diverse. Dello stesso avviso gli avvocati difensori del magistrato Pierfelici, Rossano Fabbri e Gian Nicola Berti. Quest'ultimo, durante l'udienza, ha evidenziato quelle che ritiene essere incongruenze tra due sentenze del Collegio – una del 2004, l'altra del 2019 - in casi attinenti. In assenza di una normativa precisa il rischio paradossale è che a San Marino i giudici, in taluni casi, non sarebbero, di fatto, processabili.

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