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Radiologia: attenzione alta sui problemi del reparto

14 nov 2003
Radiologia: attenzione alta sui problemi del reparto
I tecnici di Radiologia scrivono alla San Marino RTV e tengono alta l’attenzione sui problemi cronici del loro reparto. Dai vertici dell’ISS, dicono, solo chiacchiere e pochi fatti. I tecnici di Radiologia rilevano discrepanze nelle dichiarazioni rilasciate dal direttore sanitario Dario Manzaroli, in merito allo stato del loro reparto. “Ci rattrista – dicono – il fatto che, come dimostra la lettera del direttore sanitario, riscontriamo solidarietà e comprensione nel privato e veniamo contemporaneamente smentiti nella versione pubblica, ed indipendentemente da qualsiasi intento polemico, è un modo di affrontare il problema che non porta a niente”. Il dosimetro dato in dotazione di cui aveva parlato Manzaroli, secondo i tecnici non costituisce in alcun modo una protezione ai rischi ambientali, sia da radiazioni che da inquinanti chimici, che nel reparto vengono smaltiti a mano in taniche di plastica, una soluzione che doveva essere provvisoria ma che si protrae già da 8 anni. “Il dosimetro – affermano – viene concesso al dipendente solo in caso di esito positivo della visita semestrale del medico autorizzato, ed in caso di esito negativo della stessa, come ad esempio malattie del sangue o dell’apparato visivo o respiratorio, viene subito ritirato”. Visita che però non viene effettuata dal ‘97, e nel reparto, negli ultimi decenni, si sono intanto verificati ben due casi di malattie del sistema ematopoietico, uno dell’apparato visivo ed una neoplastica del sistema respiratorio. Malattie che, indipendentemente dall’essere collegate all’attività professionale, sono sempre state individuate grazie a riscontri occasionali di accertamenti volontari dei dipendenti. C’è poi il grave problema della vetustà delle apparecchiature: due sale radiologiche su tre, che contano rispettivamente 22 e 18 anni di vita, non hanno più l’autorizzazione all’utilizzo da parte del fisico sanitario che ne ha più volte decretato l’inutilizzabilità, per assoluta inadeguatezza agli standard minimi di sicurezza. “Il fatto che ci venga continuamente riferito – concludono – che da quasi 5 anni è in fase di studio un progetto di rimodernamento della radiologia, all’atto pratico, non ha alcuna validità né giustificazione, perché i due terzi delle apparecchiature erano già vecchie 4 o 5 anni or sono, poi perché 5 anni sono tempi tecnici per la costruzione di un policlinico, non per la ristrutturazione di una piccola radiologia di un Paese con 25.000 abitanti”.