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Rapporto Censis: italiani stressati vogliono un uomo forte al potere

di Monica Fabbri
6 dic 2019
Rapporto Censis: italiani stressati vogliono un uomo forte al potere
Rapporto Censis: italiani stressati vogliono un uomo forte al potere

Stressati, ansiosi, diffidenti e affascinanti dall'uomo forte. E' la fotografia degli Italiani scattata dal Censis. Ad ogni anno il suo stato d'animo: se nel 2017 il sentimento diffuso era la “cattiveria”, nell'ultimo rapporto sulla situazione sociale del Paese domina l'incertezza. Riguarda il 65% degli italiani ed è figlio dei tempi.

Dalla crisi economica, l'ansia per il futuro e la sfiducia verso il prossimo hanno portato ad un logoramento sfociato da una parte in "stratagemmi individuali" di autodifesa e dall'altra in "crescenti pulsioni antidemocratiche", facendo crescere l'attesa "messianica dell'uomo forte al potere che tutto risolve". Tradotto, in politica: per il 48% degli italiani ci vorrebbe "un uomo forte al potere" che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni.

Cresce lo stress: colpisce il 74% per questioni familiari, lavoro o, peggio, senza un motivo preciso. E secondo il 69% della popolazione l’Italia è ormai un Paese in stato d’ansia. Lo dice il consumo di ansiolitici e sedativi: in tre anni è aumentato del 23%. Disillusione, stress e ansia provocano diffidenza.

Diffidenza e aggressività sfociano così in episodi di prepotenza in luoghi pubblici, in litigi in strade che, per il 44%, sono diventate insicure. Sembra montare una pericolosa deriva verso odio, intolleranza e razzismo.

Il 69,8% della popolazione è convinta che nell'ultimo anno siano aumentati gli episodi di intolleranza e razzismo verso gli immigrati. Un dato netto, confermato trasversalmente, con valori più elevati al Centro Italia e nel Sud, tra gli over65 e le donne. Il 58% degli intervistati pensa che sia aumentato anche l'odio verso gli ebrei: un cittadino europeo su due considera l'antisemitismo un problema nel proprio Paese.

Infine, il Censis mostra un paese dipendente dallo smartphone. Controllarlo è, per oltre il 50% degli italiani, il primo gesto al mattino e l'ultimo della giornata, prima di andare a dormire.