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Repubblica.sm intervista il Dg Romeo: “In Italia l'immagine di San Marino arriva 10 anni dopo”

Diversi i temi trattati nella "chiacchierata" col giornalista David Oddone

di Filippo Mariotti
5 set 2019

Parte dalla “staffetta” alla rassegna Stampa e Regime, in onda la scorsa settimana sulle frequenze di Radio Radicale, la corposa intervista a Carlo Romeo sulle colonne odierne di Repubblica.sm. Ma è poco più di un pretesto per parlare di giustizia (e garantismo), del caso Tortora, di politica e dell'immagine di San Marino – e di Rtv - in Italia, e più propriamente, a Roma.

Facendo un parallelismo col comprovato garantismo di Radio Radicale, il giornalista David Oddone affonda subito il colpo chiedendo il perché San Marino Rtv, trattando la cronaca giudiziaria, non sia stata particolarmente critica rispetto all'operato della magistratura sammarinese. Il Dg ricorda la qualità del servizio offerto al cittadino, come quando si sono intervistati gli avvocati o si sono trasmessi integralmente sul web le udienze del processo Conto Mazzini. “Quando si parla di giustizia – afferma Romeo -, si parla dell'istituzione più importante delle democrazia. Non si può usarla come terreno di scontro politico delle fazioni o delle parti”. "Così come - continua il direttore parlando in generale - è assolutamente da evitare in qualsiasi democrazia che i magistrati o parte di loro facciano politica".

Parlando di tribunale, impossibile non tornare sulla querela all'ex magistrato dirigente Valeria Pierfelici. Per Oddone si tratta di un'iniziativa poco opportuna. “Il contesto in cui è stato detto e verbalizzato (che i giornalisti di San Marino Rtv non verificano mai le notizie, NdR) non è una riunione né un cappuccino al bar”, spiega Romeo che rigira la domanda: “E se qualche deputato o senatore avesse preso a spunto le parole di una alta autorità sammarinese per sospendere il contributo italiano alla Radiotelevisione di Stato di San Marino?”. Quindi “meglio pensarci bene quando si dicono certe cose”.

A propositi di attacchi a giornalisti, l'intervista verte su uno dei casi più eclatanti della storia italiana: il caso Tortora, accusato, dalla Nuova Camorra Organizzata, di essere corriere della droga. Sette mesi in carcere e molti altri ai domiciliari nei quattro anni della battaglia giudiziaria per dimostrare di essere innocente. “Un Paese – afferma Romeo – in cui i giudici possono uccidere delle persone – perché Enzo è morto per quel processo assurdo – è un Paese in cui la non si dorme tranquilli”. Tortora, come ricorda il direttore, fu eletto eurodeputato per il Partito Radicale, di cui divenne anche presidente, per difendersi, rinunciando tra l'altro all'immunità parlamentare.

Si torna quindi a Radio Radicale, alla sua rassegna stampa e al ritorno “a casa” di Carlo Romeo. Un ritorno coinciso con la crisi del governo italiano. “A Roma – spiega – San Marino ha una strana immagine”. Si divide fra chi ricorda le gite scolastiche e chi la crede ancora paradiso fiscale. “È come se l'immagine di San Marino arrivasse dieci anni dopo in Italia”. “Sempre detto – continua – che il vero problema della Repubblica è come comunica se stesso in Italia e questo non è un problema di agenzie o di consulenti, è un problema di strategie a medio e lungo termine”.

Infine un pensiero al futuro e alla “prossima legislatura” a San Marino dove, per Romeo, “se vincono i costruttori di pace, nell'interesse non del singolo o della fazione, ha davanti una straordinaria autostrada”. “È una realtà che ha il futuro in mano – conclude il direttore – se si ragiona su un programma condiviso, se il fascino discreto della poltrona resta sotto controllo e se i poteri forti lasciano fare ai politici”. Il Titano non può più essere il Paese delle occasioni perdute.


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L'intervista di Repubblica.sm