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Riapre la Statua della Libertà

5 lug 2013
Riapre la Statua della Libertà
Riapre la Statua della Libertà
E' un quattro luglio ancora più festoso quello che celebrano quest'anno i cittadini di New York. Oltre ai consueti barbecue e fuochi artificiali che caratterizzano la Festa dell'Indipendenza americana, ha riaperto i battenti la Statua della Libertà, dopo i lavori di make up realizzati in seguito al devastante passaggio dell'uragano Sandy. I danni maggiori sono stati provocati a Liberty Island, l'isola sulla quale si trova l'iconico monumento nella baia della Grande Mela, mentre la statua, riaperta dopo un restauro da 30 milioni di dollari lo scorso 28 ottobre - per sole 24 ore prima dell'arrivo di Sandy - è stata sostanzialmente risparmiata dalla furia della tempesta. A salutare il ritorno di 'Lady Liberty' è stata una grande folla di residenti e turisti, insieme ai funzionari federali e al sindaco di New York, Michael Bloomberg. "Non solo abbiamo riparato i danni, ma abbiamo adottato nuove misure per proteggere l'isola dalle tempeste future, proprio come stiamo facendo nel resto della nostra città ", chiosa Bloomberg. Per molti dei presenti è un vero privilegio partecipare alla cerimonia. "La riapertura non poteva avvenire in un momento migliore, perché il 4 luglio rappresenta il nostro Paese", dice Rodney Long, di Charlotte, Nord Carolina. Lui e la moglie Judy sono stati tra le prime persone a mettersi in fila in attesa del traghetto che da Battery Park, nella punta sud di Manhattan, porta sull'isola. Heather Leykam invece è di Brooklyn: la casa di sua madre a Breezy Point è stata distrutta da Sandy, e anche per questo ha deciso di essere presente insieme al marito e ai tre figli. Per lei, la riapertura della statua "rappresenta una rinascita, un segno di rinnovamento, per la città e per tutta l'America". Chi ha acquistato i biglietti in anticipo è potuto anche salire sulla corona, e per l'occasione, le autorità newyorkesi hanno pubblicato in una pagina web foto e filmati in anteprima (http://www.nps.gov/stli/photosmultimedia/b-roll-footage.htm). Rimane chiusa invece a tempo indeterminato Ellis Island, lo storico punto di approdo di milioni di emigranti che sbarcavano nel Nuovo Mondo per inseguire il sogno americano. Secondo le stime dei funzionari federali, i danni provocati da Sandy ad entrambe le isole ammontano a 59 milioni di dollari, ma su questo punto Bloomberg è stato inflessibile: per i simboli dell'America, non si bada a spese.