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"Ridateci la solita zuppa": il giornalista Mattioni ci accompagna nei sani sapori di un tempo

La X Settimana della Cucina Italiana nel Mondo si chiude con un convegno su un piatto, figlio della tradizione, che sta tornando in auge. E non manca una critica ai cibi industriali processati, che minacciano la salute

di Monica Fabbri
3 dic 2025

L'ultimo evento della "X Settimana della Cucina Italiana nel Mondo" ci riporta alla genuinità di un tempo, a una tavola in cui nulla andava sprecato. Il convegno “Ridateci la solita zuppa” regala, con la magia delle parole di Guido Mattioni, profumi e sapori di un piatto tradizionalmente povero che unisce tutto lo stivale, tipico dei mesi freddi e strettamente legato alla generosità della terra.

Parlando della sua passione per il cibo, Mattioni torna all'infanzia, a quando sua nonna cucinava sulla stufa a legna. Nella memoria dei sapori la nostalgia alimentare di una cucina naturale, fatta di ingredienti semplici e gustosi. Non usa la parola “avanzi”, “è una parola brutta - spiega - perché si tratta sempre di cibo”, invitando a "riscoprire quelli che erano gli elementi base delle nostre zuppe, delle zuppe dei nostri nonni, fatti con quello che c'era in casa". "Loro riuscivano - dice - con poco o nulla: pane vecchio, un po' di brodo, una cotica, e il resto erano le verdure che crescevano. Ad esempio il tarassaco, che cresce in tutti i campi e che la gente non lo sa neanche riconoscere, ed è oltretutto un'erba sanissima. I cesti delle erbe spontanee, che ancora qualche fruttivendolo ha il coraggio di esporre, sono delle potenziali risorse per la nostra salute. Meno industriale mangiamo, più sani siamo”.

Giornalista, scrittore e buongustaio, nel suo ultimo romanzo “La morte è servita”, Mattioni ci accompagna nel mondo delle multinazionali, svelando – tra fiction e realtà – intrighi ai danni dei consumatori. La salute legata al cibo, del resto, è un tema che gli sta particolarmente a cuore: “Non lo dico io, lo diceva un signore 2400 anni fa, un certo Ippocrate, che siamo quello che mangiamo e che il cibo è la nostra medicina. Però può essere, purtroppo, anche la malattia, e soprattutto in tempi moderni di cibo industriale, iper processato e pieno di additivi, chimica, addensanti, coloranti eccetera, il problema diventa serio per la salute”.





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