Rimini: è allarme povertà

E' allarme povertà: a Rimini oltre 12.500 persone si sono rivolte alle Caritas nei primi nove mesi dell’anno. Hanno bisogno di aiuti concreti per pagare l'affitto o la bolletta, ma la struttura non riesce a fare fronte a tutte le richieste “i soldi non bastano, non si riesce ad aiutare tutti” dice don Renzo Gradara direttore della Caritas diocesana. I numeri: 71.888 pasti, 661 persone di cui 66 profughi accolti a dormire, 298 farmaci e materiali scolastici per 54 famiglie in difficoltà. Non più solo singole persone perché non sanno dove andare a dormire, ma sempre più di interi nuclei , di tutte le età e provenienti da tutto il mondo bussano in via Madonna della Scala. Chi era precario ora ha perso tutto: salgono a 967 le persone senza casa: nel 2013 erano 887.
2.054 gli italiani che si sono rivolti alle Caritas delle diocesi, nello stesso periodo del 2013 erano 1.973. Gli immigrati sono diminuiti,: diverse famiglie hanno scelto di tornare in patria , ma sono nel frattempo arrivati numerosi profughi: solo la Caritas diocesana ne ha accolti 66. Nel periodo natalizio partiranno iniziative per sensibilizzare la comunità civile e religiosa, per spingere affinché la cultura della solidarietà, della condivisione e della vicinanza prenda il sopravvento su quella dell’individualismo, dell’esclusione e dello scarto. Come spesso accade sono i più giovani a fare riflettere. Alcuni ragazzini di terza media cui è stato chiesto “chi sono i poveri” hanno risposto “Coloro che non hanno famiglia, che non hanno amici, che sono soli”. Quando si parla di dati, spesso c’è il rischio di generalizzare, dimenticarsi di chi c’è dietro ai numeri: “chi è povero spesso è solo- conclude don Gradara- ma proprio perché è solo non può essere abbandonato o dimenticato”.

SB

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