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Rischio chiusura per il pastificio Ghigi

6 ott 2004
Il pastificio ex Ghigi potrebbe presto cambiare proprietà: dal gruppo Colussi ad un acquirente ancora ignoto. Non si sa se si tratti di un gruppo industriale, di un privato: le trattative procedono nella massima segretezza e dall’azienda non trapela alcuna notizia. Quel che è certo è che decine posti di lavoro - ora - sono a rischio. I Sindacati sono sul piede di guerra; 'fino al 15 settembre – affermano – si parlava di investimenti, di prospettive per il futuro'; quindi – una settimana dopo - la doccia gelata, l’annuncio dell’avvio di trattative per la cessione dello stabilimento. Le organizzazioni dei lavoratori hanno risposto con lo sciopero: 4 ore il 21 settembre, 4 ore il primo ottobre e altre 4 da programmare da oggi al 15 ottobre. Dipendenti in stato di agitazione anche negli stabilimenti Agnesi – marchio controllato dal gruppo colussi – di Imperia e Fossano. L’ex Ghigi – insomma – potrebbe presto chiudere i battenti: una prospettiva che preoccupa anche l’amministrazione comunale di Rimini. Il sindaco Alberto Ravaioli ha organizzato per metà ottobre un incontro con i vertici del gruppo Colussi e i rappresentanti dei lavoratori. I sindacati temono che il passaggio di proprietà non sia altro che un’operazione immobiliare, una speculazione. Il sindaco di Rimini – comunque – su un punto è chiaro: l’area della ex Ghigi resterà una zona produttiva, nessun cambio di destinazione d’uso è previsto. 'L’amministrazione comunale – ha dichiarato Ravaioli nei giorni scorsi – farà di tutto affinché siano salvaguardate tutte le garanzie occupazionali dei lavoratori'.