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Roberto Pazzaglia alpinista: "Sedici anni dalla scalata dell'Everest. C'è ancora molta curiosità tra le persone"

Lunedì all'Admiral Point di Dogana l'incontro organizzato dalla Biblioteca Popolare di Serravalle

12 nov 2025

La bandiera di San Marino arrivò sulla punta più alta del mondo, l'Everest, lunedì 18 maggio 2009 alle ore 12.50. Un'impresa straordinaria dei fratelli samarinesi Antonio e Roberto Pazzaglia, una storia che ha sempre la sua luce e che le persone amano ascoltare. E così è stato anche lunedì all'Admiral Point di Dogana per gli incontri organizzati dalla Biblioteca Popolare di Serravalle.

"Dopo 14 ore dalla parte terminale di cammino, arrampicata, di cui 7 ore di bufera, il fatto di arrivare in cima e non c'era più niente da arrampicare, ma c'era solo finalmente un panettone di neve e ghiaccio, è stato quasi dire: o sono morto o sono in paradiso. Fortunatamente non ero nessuna delle due e la soddisfazione è difficile da descrivere, non riesco a descriverla proprio. Però quando sei su, dopo tutta quella fatica, dopo tutti quei pensieri, tutte quelle cose, ti senti sollevato, ma non solo dalla fatica, ma sollevato in tutti i sensi".

Cinque minuti sulla vetta per Roberto Pazzaglia, una prodezza che assomiglia a un sogno.

"C'è ancora molta curiosità tra le persone e quello è bello. Sicuramente quello che rimane impresso è il perché si fanno certe cose. E la risposta dipende da persona a persona. C'è sempre un motivo diverso dentro ogni alpinista perché si fanno certe cose. Alla base c'è tutto, c'è una passione molto forte. Cinque minuti sulla vetta per Roberto Pazzaglia, una prodezza che assomiglia a un sogno. E lui guarda alle prossime sfide". Nel video l'intervista a Roberto Pazzaglia, alpinista. 







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