Logo San Marino RTV

Rwanda: 20 anni dal genocidio

7 apr 2014
Rwanda: 20 anni dal genocidio
Rwanda: 20 anni dal genocidio
Uomini squartati a colpi di machete, donne violate con lo stupro, bambini mutilati. I corpi ammassati nelle fosse comuni, gettati nei fiumi. Rwanda: forse il massacro di massa più violento, di certo il più rapido del XX secolo. 800mila morti in 100 giorni, nel paese delle 1000 colline. Pulizia etnica, hutu contro tutsi. E' il 6 aprile 1994 quando viene abbattuto il Falcon 50 con a bordo il presidente Habyarimana e il presidente del Burundi, entrambi di etnia hutu, di ritorno dai colloqui di pace in Tanzania. Pace, per un paese già segnato da 4 anni di guerra civile. Il tempo a fare chiarezza sugli autori dell'assassinio – ultima, una inchiesta francese del 2012 - ad uccidere il presidente, missili terra-aria dagli estremisti del suo stesso partito. E il pretesto per il genocidio: l'odio etnico - che risuona dagli appelli via etere, dalla radio nazionale delle Mille Colline – esplode nell'orrore. 20 anni dal genocidio, fra le accuse per il silenzio del mondo, l'inerzia della comunità internazionale e gli sforzi della ricostruzione sulla via dello sviluppo, nell’instabile equilibrio della riconciliazione. Oggi il Rwanda accende fiaccole di speranza dando eco a una sola parola: kwibuka (ricordo). “Ricordare, Unire, Rinnovare”, per il Rwanda e per prevenire il genocidio in tutto il mondo. Così il segretario ONU Ban Ki Moon rende omaggio "agli innocenti massacrati, al valore dei sopravvissuti, che hanno mostrato – dice - che la riconciliazione è possibile”, incoraggiando l'inclusione come sola via per la ripresa.