Ogni anno, il 10 ottobre, il mondo celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, un’occasione per focalizzare l’attenzione su quello che gli specialisti definiscono un “male oscuro”, capace di avere conseguenze devastanti: la depressione e, più in generale, le patologie che riguardano il benessere psicologico. La salute mentale è riconosciuta come parte integrante della salute e del benessere complessivo, influenzata da molteplici fattori socio-economici.
Nel mondo moderno, stress, ansia e depressione sono diventati sempre più diffusi, colpendo persone di tutte le età. Parlare apertamente di salute mentale significa rompere i tabù, ridurre lo stigma e incoraggiare chi soffre a chiedere aiuto senza paura o vergogna. Il tema scelto per quest’anno è legato al diritto universale alla salute mentale: “La salute mentale è un diritto umano universale”. Questo messaggio sottolinea che l’accesso a cure psicologiche di qualità, al sostegno emotivo e a un ambiente sano deve essere garantito a tutti, ovunque. In questa giornata, scuole, istituzioni e organizzazioni promuovono incontri, campagne e momenti di riflessione per ricordare che la salute mentale è parte integrante del benessere generale.
Anche nella Repubblica di San Marino, i numeri dei pazienti e la complessità dei casi sono in costante aumento, specialmente dopo la pandemia da Covid-19. Questa moltiplicazione delle situazioni ha un impatto significativo sia sugli individui che sulle loro famiglie. I dati diffusi nel Piano Sanitario e Socio-Sanitario 2024-2026 confermano l'ampiezza del fenomeno: nel 2023, 1.405 persone hanno usufruito di almeno una prestazione presso il servizio di salute mentale dell’ISS, con una maggiore frequenza di accesso da parte delle donne (54,7%). Il disagio si manifesta anche nelle forme più estreme: nel periodo 2011-2023, si sono registrati 33 suicidi (circa 2 all’anno), prevalentemente tra gli uomini (74%).
Il disagio è particolarmente marcato tra i più giovani: l’impatto del post-Covid ha visto un incremento delle dipendenze comportamentali (come autolesionismo e disturbi alimentari) e di fenomeni problematici come il cyberbullismo. L’ISS, che nel 2023 ha seguito 833 minori con un ampio spettro di problemi, intende potenziare le strategie di prevenzione, vigilanza e i centri di ascolto in collaborazione con gli istituti scolastici.
Gli esperti raccomandano di non sottovalutare i segnali di disagio (ad esempio, un cambiamento nelle abitudini di vita) e di rivolgersi immediatamente agli esperti e ai servizi; la consultazione può essere richiesta anche dai familiari.
A livello europeo, la Giornata Mondiale della Salute Mentale ha coinciso con il lancio, da parte dell'OMS, del MeND Report (Mental Health of Nurses and Doctors), il più vasto studio sulla salute mentale del personale sanitario in Europa, basato su una survey che ha coinvolto oltre 100.000 medici e infermieri in 27 Stati membri UE, Islanda e Norvegia. I risultati del MeND Report sono allarmanti: circa un terzo dei professionisti della salute manifesta sintomi riconducibili ad ansia o depressione. Questa crisi contribuisce all’aumento del burnout, dell’assenteismo e dell’intenzione di abbandonare la professione.
L’OMS avverte che le carenze di forza lavoro sanitaria nella Regione europea sono destinate a triplicare entro il 2030 rispetto ai livelli del 2013, rendendo urgenti politiche mirate al benessere e alla retention degli operatori. L’OMS Europa ha aperto un confronto con gli Stati membri per definire azioni efficaci e resilienza dei sistemi sanitari.