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San Marino: nessun nuovo caso sui sei tamponi, iniziano i test sui lavoratori

Ciavatta: "Il ruolo di Arlotti è indispensabile"

4 mag 2020
Segretari Roberto Ciavatta e Stefano CantiStefano Canti
Stefano Canti

La dottoressa Stefania Stefanelli, Responsabile Comunicazione Urp, comunica che nella giornata di ieri non ci sono stati decessi, né guariti. Nessun nuovo caso di positività sui sei tamponi refertati. I guariti rimangono quindi 86. 455 i pazienti attualmente positivi. 13 sono ricoverati in ospedale, di cui 5 in terapia intensiva e semintensiva; 8 si trovano nel reparto di isolamento. 442 i pazienti in monitoraggio a domicilio. Si conta un nuovo dimesso (128 i totali). 633 le quarantene attive (56 sanitari, 16 forze dell'ordine).

Il Commissario straordinario Massimo Arlotti sottolinea che c'è una evidente riduzione dei casi positivi, grazie anche alla strategia messa in campo: screening sierologico e tampone alle persone a maggior rischio. Questi strumenti hanno permesso di scoprire che il 15% delle persone che hanno finito la quarantena è ancora positivo. Quindi i 14 giorni non sono sufficienti per poter far circolare liberamente queste persone. “Domani – anticipa il dottor Arlotti - circa 300 lavoratori verranno sottoposti a test”. Inoltre si interverrà con tempestività nei posti di lavoro in caso di sintomi, anche molto lievi. Il primo mese, dice, sarà cruciale. “La battaglia va vinta sul territorio”. L'obiettivo è dunque quello di avere un numero coerente di ricoverati rispetto ai posti presenti in ospedale.

Sulle possibili dimissioni: “Sono stati due mesi difficili per tutti, anche per me”, ammette Arlotti. “Le dimissioni è una opzione considerata ma che non ho esercitato”. Se si può proseguire in maniera serena e se c'è il supporto, afferma, “intendo arrivare fino alla fine dell'emergenza”. “Dobbiamo permettere di attuare quanto scritto nel decreto”, ribadisce. “La cautela è necessaria, ma l'attività di prevenzione e controllo del territorio e organizzazione con l'ospedale sono passaggi fondamentali per permettere alle misure di poter essere applicate, quindi muoversi e lavorare in sicurezza”. Quali mascherine usare? “Il distanziamento è lo strumento più importante. Le mascherine servono quando questo non si può mantenere. Vanno utilizzato quelle chirurgiche (non le FFP2 o FFP3). Per quelle in tessuto, l'Oms non prende posizione”. Arlotti ritiene che quelle in tessuto siano ampiamente sufficienti, se c'è una certificazione del produttore, per la vita di tutti i giorni. Tutte le farmacie di San Marino, si sottolinea, hanno mascherine chirurgiche. Chi si è negativizzato, viene infine riferito, ha una immunità che protegge da nuovi contagi, quindi può tornare a lavorare anche se ha familiari positivi.

Il Segretario Roberto Ciavatta inizia il suo intervento, sottolineando il sostegno della Segreteria alla Sanità e del governo al dottor Arlotti. “Il sostegno c'è sempre stato, c'è e ci sarà”, dice. Ciavatta si concentra sul Decreto n.67, dedicato agli ammortizzatori sociali, frutto, dice, di una mediazione con le parti sociali. Il Segretario si addentra nei tecnicismi del decreto, come la cassa integrazione guadagni, l'occupazione interna, la ritenuta di solidarietà per le pensioni (che vale solo per ciò che eccede ai 1.500 euro). “Si sta inoltre ragionando a misure che permettano alle famiglie di avere la possibilità di accudire i minori o le persone non autosufficienti”. Quasi il 15% delle popolazione, afferma, è stata sottoposta a screening (fra tamponi e test seriologici).

Anche il Segretario Stefano Canti ribadisce la piena fiducia al comparto ospedaliero e al Commissario Arlotti. Ringrazia inoltre i corpi di polizia e la protezione civile. “E' stato fatto un buon lavoro”, dice. Sul Decreto n.68, su spostamenti e riapertura, Canti afferma che non occorrono più motivazioni per spostarsi in territorio. Ora, afferma, “chiediamo uno sforzo per spostarsi rispettando i presidi di sicurezza e il distanziamento sociale”. Bisogna evitare ad ogni modo una eventuale “ondata di ritorno”. Da domani si potranno riaprire le attività commerciali e produttive. Per quest'ultime, se superiori a 10 unità, rimane la limitazione del 50% della forza lavoro. Bar e ristoranti potranno invece riaprire il 18 maggio. Al momento si può fare l'asporto. Aperture scaglionate, dunque, “per verificare l'andamento delle infezioni”. I confini che erano chiusi rimarranno tali, mentre i varchi aperti non avranno presidi. I controlli saranno dinamici all'interno del territorio.

In chiusura, Ciavatta ribadisce che ora la "responsabilità passa alla cittadinanza". "Se saremo capaci, allora avremmo vinto anche questa scommessa".

In merito agli spostamenti, ecco i chiarimenti del segretario al Territorio Stefano Canti. 


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