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40 anni di tossicodipendenza: primo contatto con la droga a 14 anni, secondo l'Osservatorio droghe di San Patrignano

21 giu 2018
San Patrignano40 anni di tossicodipendenza: primo contatto con la droga a 14 anni, secondo l'Osservatorio droghe di San Patrignano
40 anni di tossicodipendenza: primo contatto con la droga a 14 anni, secondo l'Osservatorio droghe di San Patrignano - Lavorare sulla prevenzione e mantenere alta la guardia. Se ne parla meno ma il fenomeno è allarmante...
IN OCCASIONE DELLA XXXI GIORNATA MONDIALE PER LA LOTTA ALLA DROGA
(26 giugno 2018, visita ufficiale del Presidente italiano Sergio Mattarella)

San Patrignano celebra i 40 anni di fondazione con un seminario sulla tossicodipendenza in Italia. Un fenomeno che si è modificato negli anni ma per il quale è ancora allarme, soprattutto tra gli adolescenti. Per un ragazzo su due che entra in comunità, il primo contatto con le sostanze stupefacenti avviene già a 14 anni. Sono dati dell'Osservatorio di San Patrignano che mostrano numeri in crescita anche negli ingressi in struttura. Sanpa ha accolto in 40 anni oltre 26 mila ragazzi, oggi ne ospita 1.300, di cui il 20% donne. 509 ingressi solo lo scorso anno. Di cui 33 minorenni, più che raddoppiati. La percentuale dei ragazzi che al termine del percorso non ricadono nel problema droga è tra i più alti di Europa, intorno al 72%. Dalla ricerca riportato da studi delle Università di Urbino, Bologna e Padova, il 96% di loro trova un lavoro. Ma cosa è cambiato rispetto al passato? Si abbassa l'età ma cambia anche la dipendenza. La cocaina sale dopo anni di primato dell'eroina. Cosi come la polidipendenza oltre al binomio droghe e alcol preoccupano le poliassunzioni a basso costo (cannabis, sintetiche, allucinogni). 
Migliora però lo stato di salute di chi accede alla struttura. Diminuisce l'uso delle siringhe quindi si abbassa il rischio di contagio da HIV ed epatite B. Resta invece alto il contagio di epatite C. Ma se diminuisce l'HIV, aumentano i disturbi alimentari, soprattutto tra le donne. 
Sanpa si interroga sulle cause. La vulnerabilità alle sostanze stupefacenti dei ragazzi sembra avere radici sociali e famigliari (separazioni e rapporto col padre) oltre al clima vissuto nei primi anni di vita: abusi sessuali, soprattutto per le ragazze, fisici e psicologici. Fragilità e crollo dell'autostima riguardano tutti. Problemi che vengono a galla, in Comunità, solo dopo diversi mesi.

Intervista integrale con il Presidente di San Patrignano Antonio Tinelli