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Scaramella e il Titano: emergono nuovi dettagli

4 dic 2006
Mario Scaramella
Mario Scaramella
L'ex ambasciatore d'Italia a San Marino, Renato Volpini, conferma che Gabriele Gatti avrebbe consegnato un plico preso in carico dall'ambasciata e trasferito a Roma, alla Commissione Mitrokhin. "Traccia di tutto questo è sicuramente presente, tuttora, in Ambasciata - fa sapere Volpini che aggiunge - il nostro ruolo all'epoca è stato praticamente quello del passacarte. Non ho mai saputo - precisa - cosa contenesse quel plico". Il deputato forlivese Valter Bielli, capogruppo Ds in Commisisone, riferisce che Gabriele Gatti interloquì direttamente con il presidente Paolo Guzzanti e fece pervenire materiale. Secondo Bielli, Scaramella voleva avere una sede a San Marino, per la questione della extraterritorialità, che gli avrebbe garantito l'immunità. Poi tutto è sfumato. Con Scaramella ha avuto rapporti anche il commercialista di San Marino Franco Botteghi: "Siamo amici - ci ha confermato Botteghi - usciamo a mangiare la pizza con le famiglie. Ma nulla più. Ci siamo conosciuti a Roma. Io so che lui è un giudice a Ischia e che è consulente della commissione Mitrokhin. L'ultima volta l'ho incontrato a settembre".
Da Londra, intanto, si susseguono voci contrastanti sulle condizioni di Mario Scaramella. L'University College Hospital di Londra afferma che non c'è prova che Scaramella abbia in corpo quantita di polonio 210 cinque volte superiore a quella potenzialmente letale. Anzi, secondo l'Ospedale, starebbe bene e non mostrerebbe segni di avvelenamento. "Scaramalla - ha fatto sapere il suo legale Sergio Rastrelli - non ha mai detto di voler fare i nomi, ma di volere rendere pubbliche le fonti attraverso le quali ha svolto il suo mandato".