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Scuole: il problema è il sovraffollamento

12 ott 2003
Scuole: il problema è il sovraffollamento
Spazi inadeguati, plessi scolastici sovrapopolati. Un problema segnalato dalla direzione delle scuole superiori di città che ora si allarga alle scuole dell’infanzia: accanto all’inidoneità degli edifici scolastici sono i genitori a lamentare carenza del personale. Ed è la direttrice Maria Domenica Michelotti a intervenire, soprattutto per rassicurare: “Non c’è carenza di personale e la proporzione tra insegnati e bambini è fissata dalla legge e soprattutto in merito all’anno scolastico in corso dove non ci sono stati tagli”. Plessi scolastici perfettamente a norma, continue le verifiche in merito alla sicurezza che è, dunque garantita, sulla carta per i più piccoli: “Non esistono scuole più o meno sicure – afferma ancora Domenica Michelotti - ma solo scuole più o meno affollate”. Ecco allora il vero problema, quello del sovrapopolamento: 14 i plessi scolastici in Repubblica, per 1070 bambini. Una recente mappatura predisposta dalle Segreterie al Territorio e alla Pubblica Istruzione ha regolato la capacità ricettiva dei singoli plessi territoriali e stabilito, per ciascuno, un numero ottimale di bimbi. E il piano delle cattedre consente un ingresso di 14 unità in più rispetto a questa soglia: l’esempio – spiega la Michelotti – viene da Borgo Maggiore: 119 i bimbi iscritti per un plesso che ne accoglie, come numero ottimale 105. Sovraffollamento per Borgo, dove sono stati bloccati gli ingressi previsti per aprile, ma popolazione infantile che cresce ad alti ritmi anche a Cailungo, Domagnano e Serravalle con i plessi di Dogana e di Ca’ Rigo. La direzione torna a discutere l’adeguatezza numerica del personale: “I bimbi continuano ad aumentare – spiega la Michelotti – e soprattutto è la didattica che cambia volto, prediligendo un lavoro per piccoli gruppi. L’obiettivo ottimale sarebbe chiaramente quello di incrementare il personale e abbassare così il rapporto numerico tra bambino e operatore.