Come ogni 2 febbraio, migliaia di persone si sono radunate prima dell’alba a Gobbler’s Knob, la collina simbolo di Punxsutawney, per assistere a uno degli eventi più curiosi e seguiti della tradizione americana: il Groundhog Day.
Ogni anno, in questa data, una marmotta, la celebre Punxsutawney Phil, è chiamata a “predire” la durata restante dell’inverno. Alle prime luci del mattino, Phil è stata estratta dalla sua tana artificiale e, secondo il rituale secolare, ha osservato l’ambiente circostante: la sua ombra è apparsa netta alla vista, segno che, stando alla leggenda, l’inverno non è ancora finito e proseguirà per altre sei settimane.
La cerimonia, seguita da un pubblico festante nonostante le temperature sotto lo zero, si ripete da oltre un secolo. Questo rito risale al XIX secolo e trae le sue origini da antiche usanze europee legate alla festa religiosa della Candelora, ma è diventato negli Stati Uniti un simbolo pop della lotta stagionale tra inverno e primavera. Nonostante l’entusiasmo, va ricordato che l’accuratezza delle previsioni di Phil è ampiamente messa in discussione dalla comunità scientifica: studi meteorologici suggeriscono che i suoi “pronostici” coincidono solo in una minima parte dei casi con l’evoluzione reale delle condizioni climatiche stagionali.
Tuttavia, come ogni anno, la tradizione non è stata vissuta solo come una profezia meteo, ma come una festa popolare e un appuntamento culturale.